Into The Forest (recensione film 2015)

Into The Forest è un film drammatico/thriller, ambientato in un sinistro contesto post-apocalittico e diretto dalla regista Patricia Rozema.

Interpretato da due giovani e promettenti attrici americane (Ellen Page e Evan Rachel Wood), segue l’odissea di due sorelle costrette ad affrontare le conseguenze di una gravissima crisi energetica, un cataclisma di portata mondiale che metterà a dura prova la capacità di sopravvivenza delle nostre protagoniste, oltre a fornire loro la preziosa opportunità di imparare a definire per la prima volta il loro rapporto…

 

Into The Forest - film - poster - Netflix - recensione - 2015

 

Quella casa nel bosco

La sceneggiatura di Into The Forest è tratta dall’omonimo libro di Jean Hegland; un romanzo pubblicato per la prima volta nel 1996, e ad oggi ancora inedito in Italia.

Into the Forest - film - Evan Rachel Wood - Ellen Page - recensione - NetflixL’anticonformista Nell (Ellen Page, Tallulah) e l’introversa Eva (Evan Rachel Wood, Westworld – Dove Tutto E’ Concesso) vivono in un’isolata e accogliente cascina nelle profondità del bosco, insieme al loro amorevole padre, il mite Robert (Callum Keith Rennie, The Man in the High Castle).

Le due ragazze sembrano avere relativamente poco in comune: Nell, infatti, è un vero e proprio peperino (grintosa, estroversa, compagnona e sbarazzina….), mentre Eva – la sorella più grande – tende a trascorrere la maggior parte del tempo nella più completa solitudine, tutta presa dalle sue lezioni e dai suoi estenuanti esercizi di danza.

Un brutto giorno, la serena routine familiare viene sconvolta dal dilagare di una repentina quanto inspiegabile crisi planetaria: di colpo, l’elettricità smette di funzionare in tutte le case e il metano si esaurisce in ogni città o piccolo paese della nazione. Le conseguenze, come immaginerete, sono di gravissima portata: non appena la gente inizia a intuire di non poter più fare affidamento su cose basilari come rifornimenti alimentari, comunicazioni, trasporti, collegamenti o medicine, il panico prende a diffondersi fra la popolazione come una sorta di morbo inarrestabile.

Into The Forest - film - recensione - Ellen Page - Netflix - 2015All’inizio, Robert decide di tenere le sue ragazze al sicuro, al riparo della loro remota e autosufficiente casetta sperduta nella foresta.

Con la società che inizia gradualmente a sfaldarsi, in maniera sempre più precipitosa e allarmante davanti ai loro occhi, chi sarebbe mai in grado di prevedere cosa potrebbe accadere?

E, per un po’, le cose sembrano andare abbastanza bene…

Almeno fino a quando un terribile incidente non interviene a minare il fragile equilibrio domestico della povera famiglia, scagliando le due sorelle in una tremenda spirale di terrore, tragedia e paranoia…

Contro il patriarcato: il potere della sorellanza

La trama di Into The Forest tende a seguire uno sviluppo molto lento, riflessivo e intimista.

Tengo a essere particolarmente chiara a proposito di questo punto, a scanso di ogni possibile fraintendimento: l’intenzione della Rozema non è mai stata quella di girare un action-movie, una pellicola catastrofica o un adrenalinico sci-fi.

Il collasso energetico e le sue cause, il tracollo dell’economia e le sue fulminee ramificazioni nazionali: nessuno di questi elementi arriva mai ad assumere un’importanza centrale ai fini dell’intreccio. Si potrebbe quasi sottintendere, al contrario, che essi rappresentino semplicemente un pretesto, un mezzo come un altro per permettere a Nell e Eva di riavvicinarsi, portare alla luce i rispettivi conflitti e imparare finalmente a sfidare i propri limiti.

Into the Forest - film - Ellen Page - recensione - film - NetflixInto The Forest, in parole povere, è un film che focalizza la propria attenzione sui rapporti umani e sulle loro innumerevoli complessità; un’intensa e struggente storia di donne lasciate in pasto ai lupi, costrette a lottare con le unghie e con i denti e a fare affidamento esclusivamente l’una sulle forze dell’altra, per riuscire a vedere la luce di un nuovo giorno.

Il femminismo militante della regista costituisce indubbiamente uno degli ingredienti più importanti della ricetta.

Tenete in considerazione il fatto che, oltre al padre, gli unici personaggi maschili del film sono un ragazzetto un po’ ingenuo di nome Eli (Max Minghella, The Handmaid’s Tale) e un ambiguo commesso di nome Stan (Michael Eklund, Wynonna Earp). Ciascuno dei due arriverà ad assumere un ruolo di palese antagonismo nei confronti delle protagoniste, anche se in maniera profondamente diversa; ciascuno dei due arriverà – tramite arroganza, cupidigia o paternalismo, tutte “virtù” consolidate da anni e anni di adesione al modello patriarcale – a rappresentare una pericolosissima minaccia per le sorti delle due sorelle, a loro volta legate da un viscerale e potentissimo rapporto d’amore, complicità e conflitto.

Lacrime, fazzoletti e sospiri

Into the Forest è un piccolo film ambizioso, che vanta alcuni aspetti positivi e tanti, tantissimi difetti.

Non mi sentirei di definire “pretenziosa” la sceneggiatura della Rozema, anche se la sua fortissima carica politica tende a sconfinare un po’ nella retorica pura e cruda, di tanto in tanto.

Into The Forest - film - Evan Rachel Wood - recensione - 2015Il personaggio di Eva non viene dipinto sotto una luce particolarmente lusinghiera; personalmente, non ho trovato credibili neppure la metà delle sue battute, azioni o reazioni, anche se non posso (né intendo) negare l’indiscusso carisma esercitato dalla Wood, un’attrice indubbiamente talentuosa, versatile e ricca di potenziale.

L’interpretazione di Ellen Page, d’altro canto, convince al 75%; non un pessimo risultato, intendiamoci: semplicemente, preferirei che smettesse di levarsi i vestiti ogni 5 minuti e cominciasse a prendere in considerazione, piuttosto, l’idea di tornare a recitare basandosi in primo luogo sull’uso della gestualità e dell’espressione del volto.

Alcune scene specifiche di Into The Forest– e mi riferisco, in modo particolare, al poetico simbolismo di alcune inquadrature relative alla “fisicità” dell’intenso rapporto simbiotico condiviso dalle due sorelle – riescono effettivamente a toccare il cuore, imprimendosi di prepotenza nella nostra memoria e nella nostra mente.

Ma si tratta, ahimè, di poche e sporadiche perle, per di più sparpagliate come una manciata d’aghi all’interno di un pagliaio: nel complesso, infatti, temo che il film della Rozema tenda soprattutto ad annoiare, frustrare e spazientire…

 

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