Grace and Frankie (recensione stagioni 1, 2 e 3)

Grace and Frankie è un’accattivante serie dramedy targata Netflix; un eccentrico e simpatico show interpretato da due inimitabili “grandi dame” della gloriosa Hollywood che fu: Jane Fonda (Tornando a Casa) e Lily Tomlin (America Oggi).

Benché non si possa affermare che l’equilibrio fra le parti vanti una stratosferica sincronicità di intenzioni, questa originale e atipica commedia riesce a reggersi dignitosamente sulle proprie gambe; il merito va attribuito soprattutto alle formidabili interpretazioni delle due attrici principali, nonché all’inequivocabile profondità delle numerose tematiche affrontate nel corso delle tre stagioni sinora disponibili…

 

Grace and Frankie - poster - serie tv - Netflix

 

La Strana Coppia

Prima di tutto, occorre precisare che, dietro la creazione di Grace and Frankie, possiamo riconoscere lo zampino di Marta Kauffman, la popolare produttrice/sceneggiatrice di Friends.

Grace and Frankie - serie tv - recensione - Lily TomlinLa sua nuova creatura prevede senz’altro l’influsso di un inedito e affilato livello di maturità; credo sia possibile, tuttavia, riscontrare almeno un paio di piacevoli affinità fra le due serie, soprattutto in relazione allo sviluppo della personalità dell’eccentrica e iper-surreale Frankie Bergstein. Stiamo parlando di un’anziana e squinternatissima “figlia dei fiori”, un personaggio destinato a farci sorridere e a riempire i nostri cuori di nostalgia: se Phoebe Buffay avesse avuto la possibilità di incontrarla, avrebbe di sicuro riconosciuto in lei un’anima gemella, oltre che una potenziale e imprevedibile compagna di stramberie!

La trama di Grace and Frankie, ad ogni modo, si basa sul più classico e popolare dei cliché televisivi: quello della “strana coppia”, anche se declinato secondo una logica e una prospettiva del tutto moderne.

Grace and Frankie - serie tv - Jane Fonda - Lily Tomlin - recensione - netflixQuando i loro mariti – avvocati di successo ed esponenti dell’alta società – annunciano di essersi follemente innamorati l’uno dell’altro, un uragano di shock, rabbia e amarezza arriva inaspettatamente a travolgere la tranquilla vita delle due protagoniste. Non solo: dopo quarant’anni di matrimonio con le rispettive (e ignare) consorti, il solare Sol (Sam Waterston, Law & Order – I due volti della giustizia) e il pragmatico Robert (Martin Sheen, West Wing – Tutti gli uomini del Presidente) hanno finalmente deciso di prendere il coraggio a due mani e chiedere il divorzio.

A settant’anni suonati, e dopo essere stati costretti a tenere segreto il loro amore proibito per un periodo improponibile, i due uomini proclamano finalmente l’intenzione di rifarsi una vita e convolare a giuste nozze.

Il che spinge le povere Grace e Frankie sull’orlo del collasso esistenziale, e le incoraggia a iniziare un’improbabile e forzata convivenza in una casa sulla spiaggia di comune proprietà; una situazione che metterà a dura prova la loro reciproca capacità di sopportazione, dal momento che le due donne non potrebbero mai sembrare più incompatibili e agli antipodi di così!

Gli esordi: una spiacevole posizione di stallo

La naturale contrapposizione fra la personalità introversa, sofisticata, strutturata e snob del personaggio interpretato da Jane Fonda, e l’innata predisposizione all’anarchia dimostrata dal personaggio della Tomlin, riesce naturalmente a suscitare parecchia ilarità e tanti sorrisi.

Tuttavia, il ritmo lento e ripetitivo delle prime due stagioni non contribuisce certo a far decollare la sceneggiatura di Grace and Frankie, inutilmente appesantita da un’interminabile sfilza di dialoghi e battibecchi senza capo né coda.

Grace and Frankie - serie tv - Brianna - June Diane RaphaelLa commistione fra l’elemento comico e la componente drammatica sembra portare, in ultima analisi, a un risultato drasticamente a favore di quest’ultima; neppure l’estrosa e cinica verve di un personaggio-catalizzatore del calibro di Brianna (June Diane Raphael, La Festa delle Fidanzate) riesce a spostare l’ago della bilancia a vantaggio di una posizione più equilibrata e piacevole.

La serie di Marta Kauffman può vantare, d’altro canto, la demolizione incontrastata e innegabile di almeno una dozzina di vistosi taboo televisivi: di episodio in episodio, Grace and Frankie riesce ad affrontare tematiche “scomode” e (in alcuni casi) terribilmente dolorose in maniera fresca, anticonvenzionale e spigliata, senza per questo scadere nella trappola della banalità o dell’autocommiserazione.

Si arriva a parlare anche di sesso, chiaramente, e della relazione che corre fra questo fondamentale aspetto della nostra vita e le particolari esigenze della terza età; il tutto adottando un punto di vista ironico, disinibito e squisitamente femminile, che non mancherà di suscitare sorpresa, divertimento e complicità da parte dello spettatore.

La terza stagione: la rinascita

D’altro canto, la terza stagione di Grace and Frankie si rivela in grado di assicurare, a mio avviso, una graditissima e inaspettata sorpresa.

Fin dal primissimo episodio di questa nuova e scoppiettante “tornata” di episodi, infatti, appare chiaro che qualcosa è cambiato, in casa Hanson –  Bergstein… e sicuramente lo ha fatto per il meglio.

Grace and Frankie - serie tv - Jane FondaTanto per cominciare, ho apprezzato il fatto che i personaggi abbiano cominciato a rompere gli schemi, e a interagire fra di loro in modo più autentico, dinamico e profondo.

L’improbabile amicizia fra Grace e Frankie inizia a svilupparsi in maniera chiara, autonoma e inequivocabile, con tutte le sue naturali gioie e i suoi numerosi conflitti, senza più limitarsi a ruotare ossessivamente attorno al tema centrale del “sono stata abbandonata da mio marito e adesso non so più cosa fare, help!”.

Il problematico legame fra le due protagoniste tende finalmente a riflettere l’autentico spirito dello show: un senso di grintosa, energica e dolceamara “ribellione”, la voglia di continuare a mettersi in gioco (ebbene sì: anche a settant’anni…) e di inseguire la felicità anche se, a volte, il significato di questa parola prende a farsi parecchio sfuggente.

Anche i personaggi secondari hanno avuto la possibilità di trarre i primi benefici da questo graditissimo e sorprendente “cambio di rotta”, d’altro canto: fino a questo punto, infatti (e con la sola eccezione di Brianna) i figli delle due coppie non rappresentavano altro che simbolici e un po’ farlocchi “fanalini di coda”; figure statiche e stereotipate che non riuscivano a evocare empatia, ne’ a riscuotere particolare successo.

Grace and Frankie - recensione - serie tv - Baron VaughnNel corso della terza stagione, invece, la caratterizzazione di personaggi come Coyote (Ethan Embry, The Devil’s Candy), Mallory (Brooklyn Decker, Battleship) e Nwabudike (Baron Vaughn, Fairly Legal) riesce a compiere dei veri e propri passi da gigante. Il fondamentale tema dell’affetto fraterno, dei valori condivisi e della famiglia allargata, in questo modo, riesce finalmente ad acquistare quel certo grado di profondità e credibilità di cui Grace and Frankie, a questo punto, aveva davvero disperatamente bisogno.

Da qui conseguono anche (almeno fino a un certo punto) una più accentuata consapevolezza narrativa e la capacità di coinvolgere maggiormente il pubblico nelle risate, nelle lacrime, negli scherzi e negli screzi portati di volta in volta sulla scena.

Questo è, credo, ciò che Grace and Frankie aspirava a diventare fin dal principio. Ci sono volute tre stagioni per arrivarci, ma finalmente ci siamo; se la quarta stagione riuscirà a superare, ancora una volta, ogni nostra più rosea aspettativa, credo proprio che potremo averne la conferma definitiva: quello ideato e prodotto da Marta Kauffman è uno show che, come le sue eccentriche e meravigliose attrici protagoniste, sembra proprio destinato a migliorare di anno in anno…

 

Se ti è piaciuto Grace and Frankie, prova a guardare anche:

The Meddler (2016)

Hello, My Name is Doris (2016)

Giorno per Giorno – One Day At A Time

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3 Risposte

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  2. maggio 4, 2017

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  3. maggio 4, 2017

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