Small Crimes (recensione film Netflix 2017)

Small Crimes è il film che è andato a rimpolpare, questa settimana, la già nutrita scuderia formata dalle numerose produzioni originali Netflix.

Diretto da Evan Katz e interpretato dalla star de Il Trono di Spade Nikolaj Coster-Waldau, questo spietato e incandescente “gritty movie” vanta una tipica sceneggiatura in stile Macon Blair (I Don’t Feel at Home in This World Anymore) e un paio di monologhi vagamente degni di nota.

La banalità di alcune particolari scelte avanzate dal regista, combinata all’assenza ingiustificata di un nucleo tematico forte e significativo attorno al quale il frenetico intreccio possa avvilupparsi, rischia tuttavia di compromettere pesantemente l’intera qualità della visione…

 

Small Crimes - poster - film - Netflix - 2017

 

La seconda occasione di Joe Denton

La trama di Small Crimes segue in maniera abbastanza fedele gli avvenimenti narrati nel popolare e omonimo romanzo di Dave Zeltserman: dopo aver scontato sei anni di galera, l’ex poliziotto Joe Denton (Nikolaj Coster-Waldau) decide di tornare a vivere nella sua cittadina d’origine, nella casetta dei suoi genitori.

Small Crimes - film - recensione - 2017 - Nikolaj Coster-Waldau - NetflixPeccato che nessuno sembri particolarmente entusiasta all’idea di rivederlo: dopo aver fatto le valige, infatti, l’ex moglie di Joe ha deciso di squagliarsela insieme alle due figlie, mentre i colleghi e i vicini non riescono a superare il trauma comportato dalla brutale aggressione ai danni dell’integerrimo procuratore distrettuale Phil Coakley (Michael Kinney, Degrassi: Next Class).

Persino l’apprensiva madre (Jacki Weaver, Il Lato Positivo) e il super-permissivo padre (Robert Forster, Automata) covano parecchie perplessità nei confronti del figlio, un uomo complicato e narcisista, perennemente votato al caos e all’autoindulgenza.

Joe continua a professare la sua intenzione di voltare pagina e cominciare a rigar dritto; e forse il nostro “impavido” eroe tenterebbe addirittura di tenere fede a una parte di queste promesse, se non fosse per le reiterate minacce e i ricatti incessanti provenienti da un suo vecchio collega, ai tempi corrotto almeno tanto quanto lui.

Small Crimes - film - recensione - 2017 - Michael Kinney - NetflixIl tenente Pleasant (Gary Cole, The Good Wife), infatti, ordina a Joe di occuparsi della minaccia rappresentata da un potenziale testimone, il boss locale Manny. Lo sbirro pretende che il vegliardo finisca al camposanto con qualche mese d’anticipo (prima dell’esordio ufficiale di ogni potenziale inchiesta), nonostante l’attenta rete di sicurezza imbastita dal figlio delinquente di quest’ultimo, il violento e collerico Junior (Pat Healy, Teenage Cocktail).

Con le spalle al muro, denigrato dalla comunità e perennemente sull’orlo di un tracollo di nervi, il protagonista di Small Crimes deciderà quindi di lanciarsi a briglia sciolta in un’altra delle sue abiette, improbabili e moralmente discutibili trovate: cercare di sedurre la mite e introversa Charlotte (Molly Parker, Goliath), l’infermiera privata di Manny, e trovare un modo per sfruttare a proprio vantaggio questo prezioso e delicato legame…

La via per l’inferno è lastricata di buone intenzioni

La sceneggiatura del film di Evan Katz cerca evidentemente di rifarsi alla lunga tradizione del pulp e dell’hard boiled; due generi letterari (e cinematografici) con cui il regista e l’amico Blair hanno senz’altro dimostrato di avere una certa dimestichezza.

Ho apprezzato, ad esempio, la fotografia di Small Crimes, con quelle sue morbide e opache tonalità color seppia; sfumature abbastanza sbiadite e torbide da rasentare quasi una nostalgica scissione in bianco e nero… quasi, dicevamo, ma non proprio: giacché l’ego smisurato e contraddittorio del protagonista Joe non permetterebbe mai alcuna semplice ripartizione fra Bene e Male, Giusto e Sbagliato, Amico e Nemico, Amore e Odio.

Small Crimes - Nikolaj Coster-Waldau - film - recensione - Netflix - 2017L’interpretazione di Nikolaj Coster-Waldau è lodevole; trovo che l’attore danese sia riuscito a raggiungere un perfetto livello di equilibrio fra le necessità più cupe, controverse e “drammatiche” imposte dalla trama, e l’innata vena d’ironia insita nel suo personaggio.

Con Small Crimes, d’altro canto, Evan Katz e Macon Blair potrebbero facilmente aver commesso il proverbiale passo più lungo della gamba.

La sceneggiatura del film pecca di superficialità, a mio avviso, e finisce per ingarbugliarsi nella sua stessa rete di avvenimenti, retroscena, comprimari, impedimenti e colpi di scena. Il montaggio è caotico; la direzione artistica tradisce negligenza, disorganizzazione e mancanza di polso.

Come appare evidente fin dalle primissime scene, la trasposizione da carta a pellicola è avvenuta in maniera tutt’altro che indolore. Nonostante le solide premesse e qualche sporadica intuizione, Small Crimes si rivela quindi ben al di sotto delle aspettative: un film mediocre e forse addirittura dozzinale, appetibile soltanto dal punto di vista del cast e della recitazione.

 

Altri Film Originali Netflix recensiti:

I Don’t Feel At Home in This World Anymore

La Festa delle Fidanzate

Iris

Hell or High Water

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La Scoperta

Castello di Sabbia

 

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