Passengers (recensione film 2016)

Passengers è un film sentimentale/sci-fi interpretato da Jennifer Lawrence e Chris Pratt.

Per il regista Morten Tyldum, la pellicola rappresenta senz’altro un doloroso passo indietro rispetto alla qualità e al successo della sua opera precedente, l’acclamato biopic The Imitation Game.

Nonostante la presenza delle due gettonatissime star hollywoodiane, infatti, Passengers si rivela poco più di un tediosissimo e incongruente polpettone in salsa spaziale….

 

Passengers - film - poster - 2016

 

A Beautiful Disaster

La trama stessa di questa patinata “space opera” a sfondo romantico può essere descritta solo come banale, improbabile, stiracchiata e lacunosa.

Il meccanico Jim Preston (Chris Pratt, Guardiani della Galassia) sta solcando l’universo a bordo dell’astronave intergalattica Avalon, in compagnia di altri cinquemila passeggeri intenzionati a fondare una nuova colonia su un pianeta che si trova a svariati milioni di anni luce di distanza dalla Terra.

Passengers - film - Chris Pratt - recensione - 2016Dal momento che il viaggio si protrarrà per più di un secolo, gli aspiranti coloni e l’equipaggio della Avalon giacciono profondamente addormentati, ciascuno al riparo della propria individualissima capsula di ibernazione.

Sennonché, a causa di un inspiegabile e traumatico malfunzionamento del sistema, Jim finisce con il risvegliarsi molto prima del previsto, a soli 30 anni di distanza dall’effettiva partenza del pianeta madre.

Tornare a dormire o comunicare con la Terra si dimostra impossibile; il nostro eroe si ritrova quindi isolato e prigioniero all’interno di una nave spaziale automatizzata lanciata a velocità di crociera fra le stelle più insondabili, completamente tagliato fuori dalla civiltà e dal resto della specie umana.

Per oltre un anno, il suo unico compagno di ventura sarà l’androide Arthur (Michael Sheen, Animali Notturni) un barista sintetico dalle capacità empatiche alquanto limitate.

Corpi nello spazio

La prima mezz’ora di Passengers è dedicata all’esplorazione della nave e alla graduale presa di coscienza – da parte di Jim – delle disperate condizioni imposte dalla sua tragica situazione.

Una lagna artificiosa e assurdamente priva di calore, portata avanti a forza di cliché, primi piani esagerati e inutilissime scene di nudo; un prologo eccessivo e ridondante, che rischia di mettere a dura prova la pazienza dello spettatore.

Non che la situazione migliori più di tanto, con l’ingresso in scena del sospirato personaggio di Aurora (Jennifer Lawrence, Joy), la protagonista femminile di Passengers.

Passengers - film - Michael Sheen - recensione - 2016La verità è che qualsiasi essere umano di media intelligenza, cresciuto a pane e sci-fi (o a pane e storielle strappalacrime, in questo caso specifico…) sarebbe in grado di prevedere gli sviluppi del film di Tyldum con un grado di precisione a dir poco straziante.

La storia d’amore, scontata e credibile come una moneta da quarantacinque centesimi, si trascina secondo il suo sdolcinato e melenso copione di frasi fatte, scene rubacchiate ed estenuanti dichiarazioni di eterna devozione reciproca, senza che nessuno degli attori coinvolti riesca a dimostrare un minimo di convinzione o partecipazione emotiva.

Chris Pratt, come suo solito, si limita a riempire lo spazio che gli viene concesso e a scandire le sue battute.

Passengers - film - Jennifer Lawrence - recensione - 2016Per un’ora e mezza filata, Jennifer Lawrence continua invece a passare febbrilmente in rassegna ogni singola tecnica di recitazione appresa in dieci anni di onorata carriera, senza mai riuscire a decidere quale sia il registro più adatto allo “stile” del suo anonimo e dimenticabilissimo personaggio.

Ritengo che l’attrice di Hunger Games non avrebbe potuto agire in modo diverso neppure se avesse preso a desiderarlo con tutte le sue forze, in ogni caso.

La sceneggiatura di Passengers è talmente pretestuosa, vacua e insensata da riuscire a far salire la bile in gola nei modi e momenti più impensati. Da questo punto di vista non sorprende il fatto che la Lawrence, da un certo momento in avanti, non sia più riuscita a raccapezzarsi.

Le mirabolanti coincidenze della vita

Sul ruolo giocato dal personaggio di Laurence Fishburne, invece, preferisco stendere un velo pietoso.

Il povero Gus viene lanciato in mezzo alla storia come se fosse un miserabile dado a sei facce, e ancora adesso non riesco a credere che Tyldum abbia potuto autorizzare una svolta narrativa così pietosa, imbarazzante e vistosamente forzata.

Passengers - Laurence Fishburne - recensione - film - 2016Dal punto di vista “fantascientifico”, del resto, Passegers è un film che tende ad abusare ripetutamente del cosiddetto concetto di “sospensione dell’incredulità”. Nulla di ciò che accade a/fra i due protagonisti riesce a svolgersi in maniera “naturale”, fluida o anche solo remotamente credibile.

L’impressione generale che ho ricavato dalla visione di questo film, insomma, richiama da vicino quella di una colossale e dispendiosa presa in giro; come se regista e produttori di Passengers avessero voluto disperatamente cercare di richiamare gente al cinema per mostrar loro che “Chris e Jen hanno ancora il fisico, non pensate anche voi che insieme formerebbero la coppia perfetta?”

La sceneggiatura di Jon Spaihts deve essere scivolata sulla scrivania giusta, al momento giusto; altre spiegazioni, per il momento, di sicuro io non riesco a darmene.

 

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2 Risposte

  1. aprile 20, 2017

    […] Passengers (2016) […]

  2. aprile 26, 2017

    […] giorni fa, abbiamo parlato per la prima volta di Passengers, il dispendioso blockbuster in salsa sci-fi interpretato da Chris Pratt e Jennifer […]

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