Green Room (recensione film 2016)

Green Room è un film horror/thriller diretto dal regista e sceneggiatore americano Jeremy Saulnier.

Acclamato dalla critica internazionale, che l’ha descritto spesso come un “puro e irresistibile concentrato di adrenalina”, questo atipico slasher movie a tempo di rock è riuscito a risvegliare l’entusiasmo del pubblico e a costruirsi intorno un’ampia base di consenso.

Da un punto di vista personale, devo confessare di averlo accolto in preda a uno stato d’animo decisamente più tiepidino…  Se volete scoprire il perché, continuate pure a leggere la mia recensione!

 

Green Room - film - poster - 2016

 

Uno scatenato dramma neo-nazista

La trama di Green Room è abbastanza lineare, e può essere riassunta in pochissime righe: i quattro componenti di una band scalcinata vengono ingaggiati per aprire un concerto in un locale usualmente frequentato da una manica di allegri e violenti neo-nazisti.

Green Room - Imogen Poots - film - recensione - 2016Mentre l’arcigno buttafuori li sta scortando verso l’uscita, ai ragazzi capita di assistere a una scena raccapricciante: un bagliore di capelli impiastricciati, un volto esangue, un oggetto aguzzo che sporge da un cranio ormai orrendamente deformato…

Lo staff, ovviamente, si sta già dando da fare per coprire l’accaduto. Ma i ragazzi sono rimasti sconvolti e atterriti da quanto hanno visto, perciò è chiaro che cercare di comprare il loro silenzio sarebbe pura utopia.

Il proprietario del locale decide allora di scatenare una furibonda e micidiale caccia all’uomo, per eliminare gli scomodi testimoni e cercare di uscire dall’accaduto puro e pulito come il giorno in cui è nato.

Who’s Next?

Se avete visto Man in the Dark, probabilmente saprete già cosa aspettarvi. Il film di Fede Alvarez assomiglia molto a quello di Jeremy Saulnier: entrambe le pellicole si presentano come una sorta di punto di incontro fra un frenetico “horror con maniaco/i” e un classico thriller claustrofobico.

Green Room - film - Anton Yelchin - Alia ShawkatI dialoghi di Green Room risultano leggermente più surreali e ispirati; tuttavia li considero – alla resa dei conti – quasi altrettanto inconsistenti.

Onestamente mentirei se non ammettessi che Man in the Dark –  pur con tutte le sue limitazioni e i suoi difetti – è riuscito, a suo tempo, a coinvolgermi e divertirmi infinitamente di più.

L’estrema inconsistenza dei personaggi di Green Room, unita all’assoluta mancanza di un appiglio emotivo al quale aggrapparmi, ha provveduto infatti a rendermi la visione alquanto ostica. Quasi ogni singola scena o battuta del film è scivolata via da me in un flusso incostante di esasperazione, indifferenza e apatia; ogni insistente tentativo di resuscitare la mia attenzione e scuotermi dal torpore ha finito con lo sgonfiarsi in un nulla di fatto generale nel giro di una manciata di istanti.

Gritty & Dark

Saulnier dirige il suo film con frenesia indiavolata, uno scaltro senso del ritmo e una grondante crudeltà che sicuramente non dispiacerà agli amanti dei “gritty movies” dai toni più ironici e graffianti; tanto sono disposta a riconoscere al regista di Murder Party e Blue Ruin, e non dubito che questa sua nuova fatica abbia tutte le carte in regola per affascinare stuoli di spettatori dai gusti diametralmente opposti ai miei.

Tanto più che il cast di Green Room vanta dei nomi interessanti, un nutrito e compatto gruppetto di attori di consolidato livello medio.

Green Room - film - Patrick Stewart - recensione - 2016Ho apprezzato, ad esempio, l’interpretazione “squinternata” e un po’ sopra le righe di Imogen Poots (Tutto può accadere a Broadway), nei panni della squilibrata e tutt’altro che indifesa “ragazzaccia” Amber, mentre è senz’altro vero che la magnetica personalità di Patrick Stewart (alias l’intramontabile Professor X della serie X-Men) riesce a conferire un certo grado di profondità e spessore a un villain tutto sommato ininfluente come l’anonimo Darcy previsto dalla sceneggiatura.

Notevole anche la prova dell’insospettabile “caratterista” Macon Blair (regista a sua volta dell’imperdibile rivelazione I Don’t Feel At Home in This World Anymore), nei panni di un ambiguo e zelante direttore sull’orlo di una crisi di nervi.

 

Se ti è piaciuto Green Room, prova a guardare anche:

Small Crimes (2017)

iBoy (2017)

Man in the Dark (2016)

Codice 999

Mercy (2016)

Imperium (2016)

 

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2 Risposte

  1. aprile 17, 2017

    […] nella sua stanza d’hotel una giovane e avvenente prostituta di nome Izy (Imogen Poots, Green Room), Arnold passa con lei una notte di ardente passione. Prima di congedarla, le propone […]

  2. aprile 24, 2017

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