Sandy Wexler (recensione film Netflix 2017)

Sandy Wexler è una commedia originale Netflix, interpretata dall’attore americano Adam Sandler e dalla cantante pop Jennifer Hudson.

Il film segue un canovaccio abbastanza prevedibile e scontato, basato su una trama che non fa esattamente del coraggio il proprio marchio di fabbrica, oltre che su una serie di gag dal retrogusto inflazionato e stantio.

 

Sandy Wexler - poster - film - Netflix - 2017

 

Un manager dalle mille risorse

Come la maggior parte dei film incentrati su questo o quell’altro personaggio interpretato da Adam Sandler, Sandy Wexler tende a collocarsi da qualche parte a metà strada fra una sdolcinata commedia romantica e un’irriverente pagliacciata goliardica.

Sandy Wexler - film - Netflix - recensione - 2017L’ultima fatica del regista Steven Brill (The Do-Over) è ambientata a Hollywood, nel pieno dei colorati anni ’90. Il protagonista, Sandy, è un uomo di mezz’età dall’indole goffa, mite e insicura; uno zelante e premuroso manager “tuttofare”, alla costante ricerca di nuovi “talenti” da affinare e lanciare all’interno del rutilante e volubile star-system.

Benché spronato da una passione intensa e quasi commovente nei confronti del suo lavoro, Sandy non riesce a inserirsi all’interno del suo ambiente; di conseguenza, viene spesso preso in giro dai colleghi, che si divertono a bulleggiarlo e a trattarlo come se fosse una pezza da piedi.

Sandy-Wexler-Jennifer-Hudson-Netflix-film-recensioneMa Sandy Wexler non è tipo da arrendersi facilmente: non appena il suo sguardo si posa per la prima volta sulla procace e solare Courtney (Jennifer Hudson, Chi-Raq), cantante talentuosa e potenzialmente irresistibile, il nostro timido eroe si invaghisce all’istante, perdendo completamente la testa.

Decide così di consacrare il suo tempo e le sue inesauribili riserve di energie al conseguimento di un’unica e fondamentale missione: portare la donna che ama al successo e trasformarla nella star più influente e popolare di tutte, a qualsiasi costo…

The more, the merrier

Sandy Wexler prevede, al solito, la partecipazione speciale di moltissime celebrità: sui nostri schermi vediamo sfilare i visi sornioni e familiari di David Spade, Rob Schneider, Judd Apatow, Kevin James, Terry Crews, Chris Rock, Henry Winkler, Jason Priestley e tanti, tantissimi altri.

Quasi tutti nomi legati al mondo del cabaret, del Saturday Night Live e dell’improvvisazione dal vivo; una manciata di stelle e stelline proveniente da un firmamento hollywoodiano “minore”, si potrebbe dire, gettate all’interno del copione in maniera del tutto arbitraria.

Sandy Wexler - Kevin James - Netflix - recensione - film - 2017Perché, in fondo, l’unione fa la forza; o almeno, così recita il proverbio.

Ed è sicuramente vero che ognuno si sforza di fare la sua parte; di portare in dono alla sceneggiatura del film una minuscola scintilla di vitalità ed esuberanza in più.

Ma l’intreccio di Sandy Wexler risulta troppo sfilacciato, grezzo, caotico, dispersivo e sfibrato dalla palese carenza di ispirazione per risultare convincente, o anche solo genuinamente divertente.

L’interpretazione spicciola di Sandler, grossolana e dai toni fortemente caricaturali, non aiuta a stabilire alcun senso di empatia fra il pubblico e il suo personaggio.

Jennifer Hudson, dal canto suo, si conferma come un’artista dai buoni polmoni e dal timbro vocale innegabilmente esplosivo. L’arte della recitazione, ad ogni modo, non è esattamente il suo forte; lo sostengo adesso e lo sostenevo nel 2006, anno in cui le fu assegnato un prestigioso e prematuro Premio Oscar in qualità di “Best Supporting Actress”, per il suo sopravvalutato ruolo nell’avvincente dramma musicale Dreamgirls.

A peggiore le cose, un pessimo tempismo comico e un’alchimia con Sandler praticamente inesistente.

Ridere o sbuffare: questo è il problema…

Se riuscirà a trovarvi dell’umore adatto, il film di Steven Brill riuscirà magari anche a strapparvi un sorriso o due.

Corre voce in giro che perfino la Premiata Ditta Boldi & De Sica ci riuscisse, una volta ogni tanto.

Sandy Wexler - recensione - film - Netflix - 2017Ma il montaggio di Sandy Wexler rischierà di mettere a dura prova la vostra pazienza, vi avverto: tanto per cominciare, la durata del film sfora le due ore abbondanti … una lunghezza assolutamente ingiustificata, per una scialba commediola di questa portata.

Un paio di snellimenti qua e là non avrebbero guastato; in fondo, trama e/o personaggi non hanno nulla da comunicare allo spettatore, e il fattore intrattenimento avrebbe solo potuto trarre beneficio da uno sfoltimento delle scene più deboli e imbarazzanti.

L’unico obiettivo dichiarato di Sandy Wexler, alla resa dei conti, era quello di divertire e suscitare un paio di sghignazzi isterici.

Annoiare non rientrava nei patti; eppure, il rischio che Brill ha accettato di correre ha portato esattamente a questo risultato, e stavolta non si può proprio dire che non sia stata (quasi) esclusivamente colpa sua.

 

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