Tutto o Niente – Win It All (recensione film Netflix 2017)

Tutto o niente è un film originale Netflix, diretto dal regista/sceneggiatore Joe Swanberg e interpretato dall’attore comico americano Jake Johnson (New Girl).

Quest’inedita, garbata e spassosa commedia indipendente segue, com’era prevedibile, gli stessi canoni del mumblecore che abbiamo iniziato a scoprire guardando Easy, la serie tv scritta e diretta dallo stesso Swanberg.

 

Tutto o Niente - Win It All - film - poster - Netflix

 

Febbre da cavallo

La trama di Tutto o Niente è estremamente semplice, e richiama da vicino le tematiche che sembrano stare particolarmente a cuore a registi del calibro di Swanberg o Duplass (Blue Jay), i “padri fondatori” del cosiddetto mumblecore.

Il protagonista del film è, ancora una volta, un trentenne imperfetto e un po’ immaturo, un simpatico fannullone di nome Eddie (Jake Johnson).

Tutto o Niente -Win It All - film - Netflix - Jake Johnson - recensioneIl giovane, allergico alla parola “lavoro” come solo un vampiro potrebbe esserlo alla luce del sole, ama spassarsela al bar fino a tardi con gli amici e prendersela con calma.

Inoltre, sebbene si renda a malapena conto di avere un serio problema con il gioco d’azzardo, Eddie ha deciso di abbandonare le sedute di terapia di gruppo e voltare le spalle al suo saggio sponsor Gene (Keegan-Michael Key), l’unico in grado di ricondurlo costantemente alla ragione.

A nulla servono i costanti rimbrotti del responsabile Ron (Joe Lo Truglio), il fratello maggiore di Eddie: il giovane non vuole assolutamente saperne di mettere la testa a posto, e per sopravvivere si accontenta di portare a compimento una serie di lavoretti di varia e discutibile natura.

Tutto o Niente - Netflix - film - 2017 - recensioneUn bel giorno, però, un’allettante opportunità viene a bussare alla sua porta: un suo vecchio amico, un energumeno con tanto di canotta da palestrato e grugno minaccioso, decide di affidare a Eddie una borsa carica di soldi affinché la custodisca in sua vece, con l’esplicita promessa di ricompensarlo adeguatamente al suo ritorno.

Peccato che il nostro avventatissimo scroccone non riesca a resistere alla tentazione di fare una puntatina o due all’ippodromo (totalmente a carico del suo nuovo “datore di lavoro”, beninteso…) e che la sorte si riveli particolarmente beffarda e spietata nei suoi confronti: riuscirà Eddie a rimpolpare il contenuto del fatidico borsone, prima che sia troppo tardi?

Gente come noi

Oltre a seguire l’interessante evoluzione del protagonista, Tutto o Niente concede molto spazio all’esplorazione delle relazioni fra i vari personaggi.

L’amore, ad esempio, gioca un ruolo cruciale all’interno della “poetica” del mumblecore, il movimento interno al cinema indipendente americano “creato” all’inizio del nuovo millennio.

Tutto o Niente - Win It All - film - Aislinn Derbez - Jake JohnsonL’incontro fra Eddie e la bellissima Eva (Aislinn Derbez), avvenente infermiera di origini latine, riuscirà infatti a innescare una sorprendente metamorfosi, cambiando la prospettiva di entrambi e infondendo nei loro cuori un’inaspettata carica di energia e positività.

Sia Johnson che la Derbez avevano – ricordiamolo – fatto una comparsata sul set della prima stagione di Easy, sebbene i rispettivi personaggi facessero capolino nel corso di episodi completamente diversi.

L’ottimo livello di sintonia raggiunto dai due attori rappresenta, bisogna dirlo, un prezioso valore aggiunto per il film di Swanberg, un simpatico e frizzante “diversivo” che scorre via senza rischiare di annoiare o di mettere a dura prova la pazienza dello spettatore.

I toni romantici, spigliati e “moderni” di Tutto o Niente contribuiscono, inoltre, a rendere la visione particolarmente “fresca” e gradevole, mentre la spontaneità delle interpretazioni aiuta a stabilire una facile connessione con i protagonisti della commedia.

L’essenzialità del linguaggio

Tutto o Niente - Win It All - film - Keegan-Michael Key - Netflix - recensioneDa un punto di vista tecnico, Tutto o Niente si accontenta serenamente di adottare il più classico e intramontabile dei modelli mumblecore.

La maggior parte delle riprese avviene all’esterno, sullo sfondo della splendida città di Chicago; le scenografie, scarne e ridotte all’osso, servono solo a fornire un accenno di contesto, un’agile cornice entro la quale gli attori possano sentirsi liberi di muoversi e comunicare.

Le interazioni giocose, affettuose e familiari dei personaggi rappresentano, infatti, il cuore stesso del film, basato all’ 80% sui dialoghi e sull’alta qualità dell’improvvisazione, e soltanto al 20% su fattori quali intreccio, fotografia o sceneggiatura.

 

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