Gabriel Dropout (recensione anime 2017)

Gabriel Dropout è stato uno degli slice of life migliori di questo inverno a detta di molti, e io non posso che essere d’accordo, dopotutto mi ha conquistata fin dalla prima puntata. Tratto dall’omonimo manga, l’anime è stato diretto da Masahiko Oota e prodotto da Doga Kobo (ed entrambi già conosciuti per anime come Yuru Yuri e Himouto! Umaru-chan). Al momento la serie è composta da soli dodici episodi, ma devo ammettere che sto sperando in una seconda stagione dal momento esatto in cui l’ho terminato.

Disponibile su Crunchyroll

Gabriel Dropout

Un angelepic fail…

Gabriel Dropout - 01Gabriel è l’angelo più promettente della sua generazione: sempre gentile e carina con tutti, ordinata e allegra. In Paradiso non possono che essere fieri di lei, perciò, quando la spediscono sulla Terra come tutti gli altri angeli della sua età per terminare i propri studi fra gli umani, hanno grosse aspettative nei suoi confronti. Quando arriva sulla Terra, Gabriel è, di fatto, la creatura più dolce e carina che possa esistere.

Questo finché non sente un grido d’aiuto proveniente dal suo computer. Quando va a controllare, scopre che un ragazzo in un videogame online ha appena perso. Per aiutarlo, la brava Gabriel si iscrive e crea il suo personaggio, una maga in grado di guarire. La sensazione che si prova nell’aiutare gli altri membri della squadra la sorprende, le sembra in tutto e per tutto di star salvando delle persone, in fondo.

Da quel momento, però, il nostro angioletto diventa quello che viene definito un vero e proprio angelepic fail. Da perfetta beniamina del Paradiso diventa una ragazza dall’aspetto trasandato, disordinata, pigra e otaku.

Gabriel Dropout racconta, quindi, le sue avventure nel mondo degli umani, e di come la nostra protagonista cerchi disperatamente di continuare la propria vita nell’ozio senza farsi scoprire dal Paradiso. Ovviamente ha dalla sua parte anche delle amiche, per la precisione due demoni e un altro angelo. Sono tutte dei fallimenti totali come lei, ed è proprio su questo che si basa l’intera comicità della serie.

…E due demonic fails

Un aspetto che mi ha da subito colpito di Gabriel Dropout è il design dei personaggi. Oltre a Gabriel, di cui preferiscoGabriel Dropout - 02 di gran lunga la versione fail a quella angelica (che, tra l’altro, ricorda davvero tantissimo Umaru-chan), come non si possono nominare Vigne e Satania, i due demoni più teneri che esistano al mondo? Ho trovato un po’ meno ispirato il design di Raphiel, per quanto fosse adatto in tutto e per tutto al suo personaggio.

Sono proprio questi personaggi a rendere così unico questo anime. In particolare, gran parte del merito va a Satania, a cui personalmente concederei il premio per la più divertente di Gabriel Dropout. Il demone che fa di tutto per dimostrarsi cattiva e spaventosa, ma che alla fine non riesce a concepire nulla di più terribile del presentarsi a scuola senza aver fatto i compiti. Conoscendo i suoi genitori, però, vi assicuro che tutto sommato è uscita anche troppo normale.

Gabriel Dropout - 03Satania non è però l’unico demone della serie; infatti c’è anche Vigne, che tuttavia, se possibile, è un fallimento ancora maggiore della rossa. Già solo guardando il suo aspetto tenero e dolce, tutto fa venire in mente tranne che un demone. Ma non è finita qui, perché lei, fra tutti e quattro i personaggi, è l’unica che viene sempre scambiata per un vero e proprio angelo. Nasconde un leggerissimo lato oscuro, che soltanto Gabriel e Satania sanno far venire a galla.

Raphiel è un angelo, il secondo più promettente dopo Gabriel stessa. Vedendola però nasce spontaneo chiedersi cosa si fumino in Paradiso, perché si tratta di un altro, enorme angelepic fail. Si tratta infatti del personaggio più sadico di tutto Gabriel Dropout, peculiarità che certo non ci si aspetta da una ragazza con un’aureola luminosa sulla testa.

Essendo soltanto quattro protagoniste, riescono spesso a combinare le loro bizzarre caratteristiche per dar vita a situazioni e battute simili fra loro, ma ogni volta abbastanza spontanee da essere sempre divertenti.

Vigne e la sua ninna nanna

Gabriel Dropout - 04Un altro aspetto che ho adorato di Gabriel Dropout è stato il doppiaggio. Ottime le voci per ognuno dei personaggi, che tra l’altro hanno dato vita sia alla opening, Gabriel Drop Kick, che alla ending della serie, HallelujahEssaim. Entrambe le canzoni sono molto carine e rispecchiano lo spirito dell’anime.

Per quanto azzeccata potesse essere invece la colonna sonora, non ho trovato brani memorabili. Tuttavia, ammetto di aver passato una giornata intera a canticchiare la ninna nanna di Vigne del settimo episodio.

Ho molto apprezzato anche la quasi totale mancanza di fan service, che spesso rovina molte opere simili. Non manca invece un pizzico di componente yuri, specialmente con l’arrivo di Tapris, il giovane angelo con una strana fissazione per Gabriel.

Insomma, Gabriel Dropout è uno slice of life a cast interamente femminile che non si discosta troppo dalle peculiarità di questo genere, ma che, tuttavia, riesce a risultare fresco e interessante per tutta la durata della serie. Se ancora non vi è capitato di vederlo, consiglio caldamente di recuperarlo.

Se ti è piaciuto Gabriel Dropout, potresti considerare l’idea di guardare anche:

Himouto! Umaru-chan

Miss Kobayashi’s Dragon Maid

Yuru Yuri

Anne-Happy

Magic of Stella

When Supernatural Battles Became Commonplace

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3 Risposte

  1. aprile 4, 2017

    […] QUI la recensione […]

  2. aprile 4, 2017

    […] Gabriel Dropout […]

  3. aprile 4, 2017

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