Ghost in the Shell (recensione film 2017)

Ghost in the Shell è un film d’azione/sci-fi diretto dal regista Rupert Sanders.

Benché sia venuto a trovarsi al centro di un autentico uragano di polemiche ingiustificate (e, a mio avviso, di carattere anche abbastanza ipocrita), questo adrenalinico adattamento americano del celebre manga di Masamune Shirow rappresenta un imperdibile e avvincente spettacolo per tutti i fan del cyberpunk e della fantascienza

 

Ghost in the Shell - poster - film - 2017

 

Il Maggiore e la Sezione 9

Ghost in the Shell - film - Juliette Binoche - recensione - 2017La trama di Ghost in The Shell ruota intorno alla figura della protagonista Mira Killian, detta “Il Maggiore” (Scarlett Johansson). La donna, una sorta di imprevedibile super-soldato, è stata creata dalla Hanka Robotics, una potente multinazionale con influenti agganci nelle alte sfere del governo.

La dottoressa Ouelet (Juliette Binoche), la responsabile scientifica del progetto, è riuscita infatti a compiere quello che molti ritengono essere un ulteriore passo in avanti sulla scia dello sviluppo evolutivo: innestando una mente umana all’interno di un corpo completamente sintetico, la Ouelet ha creato un essere nuovo, agile, forte, analitico e consapevole, del tutto privo della maggior parte delle debolezze umane.

Ghost in the Shell - film - Pilou Asbæk - recensione - 2017La Hanka considera il Maggiore alla stregua di un’arma, e per questo intende impiegarla nella lotta senza quartiere contro la criminalità organizzata.

Mira entra così a far parte di una speciale task-force chiamata “Sezione 9”, guidata dal formidabile Aramaki (Takeshi Kitano) e formata da due agenti di straordinaria levatura: il protettivo Batou (Pilou Asbæk) e l’introverso Han (Chin Han).

Sullo sfondo di una tentacolare e oscura metropoli del futuro, il Maggiore e i suoi compagni saranno quindi chiamati a stanare il ribelle Kuze (Michael Pitt), un cyber-terrorista che nasconde a sua volta un asso o due nella manica…

Il lato oscuro della tecnologia

Premetto subito una cosa: non ho mai letto il manga originale, né visto l’anime di Ghost in the Shell. Perciò mi limiterò a riferirvi ciò che penso a proposito del film di Rupert Sanders, senza lasciarmi influenzare dai numerosi commenti leggiucchiati qua e là in giro per la rete.

Ghost in the Shell - film - geisha - 2017Da un punto di meramente estetico, Ghost in the Shell rappresenta una gioia per gli occhi, un prezioso catalizzatore in grado di incendiare l’immaginazione e spingerci più volte a sgranare gli occhi per il piacere, la tensione e la meraviglia.

E, tanto per dover di cronaca, ci tengo a sottolinearlo: no, non mi sto riferendo soltanto agli stupefacenti e indimenticabili primi piani concessi dall’affascinante protagonista del film…

La verità è che le scenografie, gli effetti speciali, il trucco e i costumi si combinano a tessere insieme un complicato incantesimo ammaliatore. Per due ore continui a fissare lo schermo, senza quasi accorgerti del tempo che passa o del chiacchiericcio costante dei tuoi maleducatissimi e logorroici vicini; il film, pur nella sua assoluta imperfezione, riesce a catturarti con il massico grado di semplicità e di agio.

A dire la verità, le ambientazioni e le tematiche mi hanno anche fatto un po’ pensare (anche se sono sicura che gli amanti dell’anime aggrotteranno le sopracciglia, leggendo queste parole…) al videogioco Deus Ex: Human Revolution, che a sua volta deve tantissimo al fumetto di Masamune Shirow, a quanto mi risulta, in termini di influenza e immaginario condiviso.

Realtà o immaginazione, che differenza fa?

In un mondo in cui quasi nessuno riesce a rinunciare alla possibilità di potenziare il proprio corpo tramite complicati innesti artificiali, sembra quindi inevitabile interrogarsi sulla propria identità, sull’esatta natura del “ghost” (dell’anima) che dimora appena uno strato al di sotto della nostra pelle, nel nostro “involucro terreno” (il nostro guscio, o “shell”, che dir si voglia).

Ghost in the Shell - film - Micheal Pitt - recensione - 2017Per Major le cose sono addirittura più complicate: Mira, infatti, non serba alcun ricordo della sua vita passata, se non nella forma di fastidiosi e sfarfallanti “glitch”, che l’inducono a rivivere strani frammenti del suo periodo “umano”…

Rispetto a una qualsiasi (milionaria) produzione hollywoodiana media, credo che Ghost in the Shell possa vantare una profondità assolutamente fuori dal comune. I dialoghi non procedono per monosillabi e frasi fatte, come in parte mi aspettavo; le sequenze d’azione (per quanto frequenti e ben coreografate) non finiscono per monopolizzare l’attenzione, soprattutto non a scapito del buon senso o della coerenza narrativa.

Un pizzico d’inconfondibile umanità addolcisce la sceneggiatura, una preziosa virtù amplificata dall’ammirevole performance di Scarlett Johansson, perfettamente a suo agio nei panni della risoluta (ma sempre vulnerabile) eroina d’azione.

Ghost in the Shell - film - Scarlett Johansson - 2017 - recensioneRitengo, in sostanza, che Sanders sia riuscito a compiere almeno tre o quattro passi da gigante, dai tempi in cui gli capitò di dirigere il suo caotico, truzzissimo e tutto sommato “innocuo” film d’esordio, il retelling fiabesco Biancaneve e il Cacciatore.

Neanche a dirlo, il pubblico diserterà le sale in massa e volterà le spalle a Ghost in the Shell: consideratela pure una profezia, su queste cose  difficilmente ho modo di sbagliarmi…

La Bella e la Bestia, viceversa, continuerà a fare il botto, come a suo tempo accadde a Biancaneve.

Perché neppure un super-cyborg come il Maggiore, si capisce, potrebbe mai ragionevolmente sperare di tener testa a una Principessa Disney; specialmente una di quelle disposte a indossare un lungo abito da sera giallo, e a danzare con il suo principe in un romantico salone buio, sulla scia di una dolce e (fastidiosamente) familiare nenia d’amore…

 

Se ti è piaciuto Ghost in the Shell, prova a guardare anche:

The Great Wall (2017)

Morgan (2016)

Westworld – Dove tutto è concesso

Ghost in the Shell 2.0

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3 Risposte

  1. aprile 3, 2017

    […] Ghost in the Shell (2017) […]

  2. aprile 3, 2017

    […] film di Ghost in the Shell con Scarlett Johansson nei panni del Maggiore Motoko è sempre più vicino. […]

  3. aprile 3, 2017

    […] Ghost in the Shell (2017) […]

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