La Scoperta – The Discovery (recensione film Netflix 2017)

La Scoperta è un film di genere sci-fi/sentimentale diretto dal regista americano Charlie McDowell.

Acquistato da Netflix in esclusiva per la distribuzione internazionale, ha esordito al Sundance Film Festival dello scorso gennaio, riscuotendo un discreto consenso e qualche critica da parte del pubblico presente in sala.

 

La Scoperta - film - poster - Netflix - 2017

 

La rivoluzionaria scoperta del dottor Harbor

L’elemento più notevole de La Scoperta è senz’altro la sua trama.

La prima scena del film, incentrata su un’intervista rilasciata dal famoso scienziato Thomas Harbor (Robert Redford, Il Drago Invisibile), è talmente ben congegnata ed eseguita da riuscire a mozzare il fiato nel petto.

La Scoperta - film - Netflix - recensione - 2017 - Robert RedfordSi parte da una premessa rivoluzionaria: dopo anni e anni di estenuanti ricerche, lo studioso è finalmente stato in grado di conseguire la prova scientifica definitiva dell’esistenza della vita oltre la morte. I suoi esperimenti sembrano infatti aver appurato che, dopo il decesso, una parte della coscienza umana si limiti a migrare verso un diverso piano dell’esistenza, senza mai scomparire del tutto; una realtà “alternativa” temporaneamente inaccessibile ai nostri sensi, ma non per questo meno solida, definita o inconfutabile.

Harbor, un uomo abbastanza arrogante e preso dai propri problemi personali da non riuscire a prevedere i rischi insiti nella divulgazione di un segreto tanto sconvolgente, decide quindi di rivelare al mondo il succo delle sue scoperte.

Da quel cupo giorno in avanti, milioni di uomini, donne e bambini ai quattro angoli del globo cominciano a togliersi la vita, a inscenare drammatici suicidi di gruppo o ad ammazzarsi gli uni con gli altri, convinti che questo sia l’unico modo per permettere alle loro anime sofferenti di raggiungere un luogo migliore, e di lasciarsi finalmente alle spalle le infinite e crudele tribolazioni di questa terra.

La Scoperta - film - Netfllix - recensione - Rooney MaraIl giovane Will (Jason Segel, The End of the Tour) è sconvolto dall’ondata di follia collettiva che pare essersi impadronita dei suoi simili. Sempre più costernato e roso dall’ansia, il protagonista de La Scoperta decide quindi di mettersi in viaggio verso la nuova proprietà acquistata dalla sua abbiente famiglia, una dimora custodita dall’introverso e burbero fratello Toby (Jesse Plemons, The Other People).

Sul traghetto, Will incontrerà l’eccentrica, malinconica e cinica Isla (Rooney Mara, Carol), una donna braccata dai fantasmi, a sua volta determinata a sparire fra le onde tonanti dell’oceano…

La vita è un sogno dal quale ci si sveglia morendo

Scriveva così Virginia Woolf, ancora tanto e tanto tempo fa.

Comprenderete sicuramente perché, considerando le circostanze, mi sembra quanto mai appropriato proseguire la recensione de La Scoperta citando l’aforisma di una brillante autrice morta suicida.

Ma partiamo dal principio…

La Scoperta - film - recensione - Netflix - 2017La prima mezz’ora del film di Charlie McDowell risulta, a mio avviso, di una bellezza a dir poco folgorante.

Le atmosfere dense di mistero, la sfuggente ambiguità di Harbor e la struggente complessità del personaggio di Isla riescono a innescare una significativa connessione emotiva con lo spettatore.

Il travolgente istrionismo di Rooney Mara (senz’altro una delle migliori attrici della sua generazione, oltre che una delle più versatili…) riesce quasi a compensare l’impassibile aria di imbecillità che Jason Segel sembra trascinarsi dietro ovunque vada come se si trattasse di una seconda pelle.

Purtroppo, il ritmo annaspante e sofferente de La Scoperta non riesce sempre a confermarsi all’altezza del suo elettrizzante preambolo, a parer mio. Per non parlare della componente strettamente “romantica” del film (peraltro, di importanza abbastanza vitale), che tende a vacillare e a tentennare, senza mai riuscire a colpire nel segno o convincere al cento per cento.

La Scoperta - film - Netflix - recensione - Jason SegelL’impressione che se ne ricava, in ultima analisi, è quella di un’occasione parzialmente sprecata; come se McDowell non fosse stato in grado di valorizzare fino in fondo l’esaltante sceneggiatura e il formidabile cast a sua disposizione.

Anche così, tendo a considerare La Scoperta un affascinante, suggestivo e originale film di genere; una sorta di versione depotenziata del magnifico e straziante I Origins di Mike Cahill, per intenderci, con appena un leggero tocco alla Damon Lindelof ad addolcirne gli sviluppi, le implicazioni e i personaggi.

 

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7 Risposte

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    […] leggere QUI la nostra recensione […]

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