Selvaggi in Fuga – Hunt for the Wilderpeople (recensione film 2016)

Selvaggi in Fuga (Hunt For The Wilderpeople) è un’emozionante e avventurosa commedia ambientata nel pieno delle incontaminate e misteriose terre neozelandesi.

Presentato per la prima volta durante il Sundance Film Festival del 2016, il film è basato sul romanzo Wild Pork and Watercress di Barry Crump. La sceneggiatura porta invece la firma del talentuoso regista Taika Waititi (Thor: Ragnarök, in uscita a ottobre).

Se non l’avete ancora visto, vi consiglio caldamente di rimediare… Malgrado l’orrido titolo italiano, Selvaggi in Fuga rappresenta, a parer mio, un autentico, irresistibile piccolo gioiello del cinema indipendente!

 

Selvaggi in Fuga - poster - film - Hunt For The Wilderpeople

 

Vado a vivere in campagna

Ricky (Julian Dennison) è un orfano obeso dall’indole ribelle e i trascorsi difficili.

Dopo essersi sottoposto a una trafila di affidamenti e (pseudo-)adozioni capace di far impallidire perfino gli sventurati Fratelli Baudelaire, il ragazzino viene finalmente affidato a una ruspante coppia di anziani coniugi di campagna.

Selvaggi in Fuga - film - Julian Dennison - Hunt For The Wilderpeople - recensioneMalgrado le inevitabili complicazioni iniziali, il nostro eroe riesce a stringere una solida amicizia con la materna e premurosa “Zietta” Bella (Rima Te Wiata), una vivace sessantenne in grado di tenere testa ai capricci e alle frequenti intemperanze di Ricky senza colpo ferire.

Il rapporto con il burbero e cinico Hec (Sam Neill), invece, resta alquanto problematico. L’uomo, taciturno e decisamente poco incline alle smancerie, si limita per lo più a tollerare la presenza del logorroico orfanello, e a fare buon viso a cattiva sorte per amore della moglie Bella.

Quando un tragico evento arriverà a mettere a repentaglio la possibilità di restare a tempo indefinito nella sua nuova casa, Ricky perderà la testa e deciderà di commettere una follia: con il fucile in spalla e il suo fido cane Tupac alle calcagna, l’incauto giovanotto fuggirà nei boschi, nella speranza di sfuggire ai servizi sociali e imparare a sopravvivere là fuori, contando solo sulle sue forze.

L’arcigno Hec gli correrà dietro… dando ufficialmente inizio alla trama di Selvaggi in Fuga, e innescando una vorticosa girandola di equivoci destinata a cambiare per sempre le vite dei due improbabili fuggiaschi.

Un haiku per dire: Good Job, Sam!

Lasciate che vi dica una cosa: in versione Crocodile Dundee, Sam Neill riesce a garantire uno spettacolo assolutamente impagabile!

Selvaggi in Fuga - film - Sam Neill - recensione - Hunt for the WilderpeopleNon solo il ruolo del “vecchio brontolone” Hec (ma vi assicuro che limitarsi a definirlo così sarebbe riduttivo…) sembra calzargli a pennello: non credo di esagerare quando affermo che la sceneggiatura di Selvaggi in Fuga potrebbe aver facilmente offerto al famoso attore neozelandese l’opportunità di interpretare il più complesso, profondo e (francamente) adorabile personaggio della sua carriera.

Non dovrebbe meravigliare, quindi, il fatto che il regista Taika Waititi abbia voluto Neill anche sul set della sua ultima fatica marveliana, nel ruolo di un comprimario misterioso che potrebbe rivelarsi estremamente importante nell’ottica dell’ormai sempre più vasto e capillare MCU.

Il vulcanico Julian Dennison, d’altro canto, riesce a vivacizzare ogni singola scena e a regalare a noi spettatori dei momenti di profondità incredibile. Questo giovanissimo attore – meritatamente candidato ai Saturn Awards di quest’anno per la Miglior Interpretazione di un Attore Giovane – si è già dimostrato in grado di bilanciare egregiamente la sua innegabile verve comica (composta al 40% di preparazione, al 60% di ineguagliabile spontaneità adolescenziale) con un’insolita e toccante intensità drammatica.

Majestical!

La natura rigogliosa, le insidie della foresta, le inconfondibili vastità del “bush” australiano: la storia di Hec e Ricky è strettamente legata alle spettacolari ambientazioni messe in risalto dalla sceneggiatura – location che Waititi e il suo direttore della fotografia sono stati pienamente in grado di valorizzare.

Selvaggi in Fuga - film - Rachel House - recensione - Hunt for The WilderpeopleAnche la colonna sonora di Selvaggi in Fuga riesce a fare la sua parte, del resto: le tonalità struggenti e/o “anarchiche” di pezzi come Ocean Blue o Moon on Fire (firmati dalla band amante del vintage folk e della musica elettronica Moniker) contribuiscono a esaltare la delicata emotività che sottintende alle goffe, tentennanti interazioni dei due protagonisti del film, una coppia di disincantati e ruvidi “sopravvissuti” (ciascuno a modo proprio) appartenenti a generazioni diverse, eppure ugualmente messi alle strette dal sistema.

Il film – uno dei più impressionanti successi commerciali mai registrati in Nuova Zelanda – potrebbe essere facilmente classificato come una “commedia brillante”, malgrado la fresca (e indisponente) sfrontatezza di alcune battute e il coinvolgimento di tematiche particolarmente attuali e pressanti.

Selvaggi in Fuga - film - Hunt for the Wilderpeople - Sam Neill - Julian DannisonVi ricordo che, da pochissimi giorni a questa parte, Selvaggi in Fuga è disponibile in versione VOD per il noleggio o l’acquisto, attraverso i principali siti di streaming on demand italiani…

Se amate il cinema – e qualcosa mi suggerisce che potrebbe essere proprio questo il caso – ritengo che dovreste seriamente prendere in considerazione l’idea di concedergli una possibilità.

Taika Waititi è un autentico professionista, oltre che un autore legato al mondo della Settima Arte a 360 gradi; scommettiamo che sentiremo ancora parlare di lui, e presto?

 

Se ti è piaciuto Selvaggi in Fuga, prova a guardare anche:

Deidra e Laney Rapinano un Treno (2017)

I Don’t Feel at Home in This World Anymore (2017)

Lascia un commento

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. Katerina ha detto:

    Non avevo mai sentito parlare di questo film, e ora sento di non poter vivere senza vederlo XD
    La trama mi ricorda un po’ Moonrise Kingdom 🙂

    • Sophie Sophie ha detto:

      Uuuh, sai che “Moonrise Kingdom” mi era completamente sfuggito?! Hai ragione, le trame sembrano somigliarsi un po’… dovrò assolutamente recuperarlo, sembra stupendo! <3

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *