Morgan (recensione film 2016)

Morgan è un film di fantascienza diretto da Luke Scott e interpretato da Kate Mara, Michelle Yeoh, Anya Taylor-Joy, Paul Giamatti e Toby Jones.

La pellicola è stata prodotta dal padre del regista, il talentuoso e popolare cineasta Ridley Scott.

Nonostante le buone premesse, mi duole annunciare che il film si è rivelato, dal mio personale punto di vista, un flop di stratosferiche proporzioni: una confusa e raffazzonata accozzaglia di cliché e stereotipi all’insegna della stupidità nuda e cruda…

 

Morgan - poster - film - 2016

 

Sulle orme di papà

Lee Weathers (Kate Mara) è l’algida protagonista di Morgan, un film che, nelle intenzioni del regista, dovrebbe probabilmente ambire a rappresentare l’anello di congiunzione mancante fra Blade Runner (intramontabile capolavoro del genere diretto da papà Ridley) e Westworld – Dove Tutto E’ Concesso.

Morgan - film - Kate Mara - recensione - 2016La donna, fredda e controllata, lavora per una potente multinazionale coinvolta nello sviluppo di un misterioso prototipo, un esperimento ad alto rischio destinato alla creazione di una rivoluzionaria forma di Intelligenza Artificiale.

Dai suoi superiori, Lee riceve l’incarico di tenere d’occhio l’equipe medica e accertarsi che il prodotto finale del pericoloso progetto in questione – un’eterea ragazzina dalla pelle del colore del gesso e i capelli di una surreale tonalità viola – non abbia per qualche ragione a trasformarsi in una brutale macchina per uccidere.

Nonostante l’apparenza innocua, Morgan (Anya Taylor-Joy) ha già dimostrato l’inclinazione a fare del male: durante uno scatto d’ira, infatti, la ragazza ha finito col picchiare selvaggiamente una delle sue più amorevoli e affettuose “guardiane” (Jennifer Jason Leigh), nonché per mettere gravemente a repentaglio la sicurezza dell’intera struttura medica.

Morgan - film - Rose Leslie - Michael Yare - 2016Spetterà a Lee il compito di verificare l’effettivo livello di “umanità” raggiunto da questa straordinaria creatura, e decretare il suo destino.

Morgan sarà davvero in grado di percepire le emozioni, nel modo in cui noi siamo capaci di sentirle, riconoscerle e accoglierle nel nostro cuore?

Oppure – da brava macchina razionale ed efficiente – la ragazzina si limita a emularne i sintomi, e a improvvisare le proprie reazioni in base alle elevate aspettative dei suoi creatori?

Deus Ex… Morgan!

La trama di Morgan risente, oltre che di una linearità e un’ingenuità sconvolgenti, di lacune vistose che si allargano a macchia d’olio lungo l’intera estensione della sceneggiatura.

Morgan - film - Michelle Yeoh - 2016 - recensioneNon è solo un problema creato dai personaggi deboli, dal montaggio rapsodico o da quei decantati “colpi di scena” che poi, a ben vedere, tanto a sorpresa non sono: è proprio che la storia non si regge in piedi, dall’inizio alla fine, persino a prescindere dalle inconsistenti motivazioni ostentate dai numerosi comprimari, o da quell’imbarazzante scena centrale – da rotolarsi a terra per le risate – in cui il dottor Shapiro (Paul Giamatti) decide di sottoporre Morgan a colloquio.

Luke Scott, purtroppo, non sembra avere ereditato un briciolo della “visione d’insieme” del padre. Questo suo film d’esordio si presenta, essenzialmente, come il frutto delle fatiche di un artista che non è riuscito a sviluppare (ancora?!) una propria personalità, e che per questo si sente autorizzato a scimmiottare passivamente la filmografia altrui.

Morgan - film - Anya Taylor-Joy - recensione - 2016Da qualsiasi punto di vista si scelga di considerare la questione, Morgan rappresenta uno spreco di potenziale assurdo, soprattutto in termini di cast artistico. Anche volendo lasciare da parte “mostri sacri” del calibro di Jennifer Jason Leigh (The Hateful 8), Brian Cox (Autopsy) o Michelle Yeoh (Sword of Destiny), bisogna tenere in considerazione il fatto che Scott aveva a sua completa disposizione un piccolo “esercito” di talentuosi astri nascenti.

Ora… Kate Mara, lo sappiamo tutti, è la sorella sbagliata dalla quale aspettarsi un’interpretazione valida e convincente. Ma Rose Leslie aveva dato ottima prova di se’ nel sorprendente horror indipendente Honeymoon, e mai mi sarei sognata di vederla alle prese con un ruolo così contradditorio, scialbo e pieno di malagrazia.

L’unica che riesce a venir fuori a testa alta da questo sfacelo, semmai, è la lanciatissima Anya Taylor-Joy: dopo la breve parentesi “romantica” costituita dal biografico Barry, l’attrice torna infatti ad adottare – con discreto successo – il registro ambiguo, intenso e disturbante cui l’avevamo già vista ricorrere in occasione del suggestivo dramma sovrannaturale The Witch.

 

Se ti è piaciuto Morgan, prova a guardare anche:

Ghost in the Shell (2017)

The Girl With All The Gifts (2016)

Westworld – Dove Tutto E’ Concesso

Scomparse – The Silenced (2015)

iBoy (2017)

 

 

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4 Risposte

  1. Katerina ha detto:

    Ti ringrazio per esserti sacrificata e avermi risparmiato la visione di questo film XD sono fermamente convinta che leggere la tua recensione sia molto più divertente di guardarlo u_u

    • Sophie Sophie ha detto:

      Potresti aver ragione, Kate: l’ho trovato veramente inutile, oltre che irragionevole e scopiazzato a un centinaio di altri film del genere…
      Peccato, perché la trama mi ispirava un sacco, e il cast ancor di più! 🙁

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