I Don’t Feel At Home in This World Anymore (recensione film Netflix)

I Dont’t Feel At Home in This World Anymore è il titolo di uno dei più strepitosi, stravaganti e sorprendenti film disponibili su Netflix!

Dopo aver esordito al Sundance (peraltro, pochissime settimane fa…), l’opera prima del regista/sceneggiatore Macon Blair è stata infatti distribuita sulla piattaforma streaming più famosa al mondo. Interpretata da Melanie Lynskey, Elijah Wood e Jane Levy (Man in the Dark), questa brillante commedia dolceamara – dalle spiccate tonalità pulp-weird– rappresenta una sentita e coraggiosa riflessione su alcune tematiche chiave della nostra (assurda) società contemporanea…

 

I Don't Feel At Home in This World Anymore - poster - film - Netflix - 2017

 

“Io non mi sento più a casa in questo mondo”

Dite la verità: quante volte, nel corso della vostra vita, vi è capitato di pensare – o meglio ancora, di provare questa sconcertante sensazione di “distacco” e disgusto nei confronti del resto dei sette miliardi e mezzo di abitanti che sovraffollano il nostro povero pianeta?

Basta un’occhiata ai notiziari, in realtà, per essere colti da un lieve senso di vertigine; il mondo sembra impazzito (probabilmente lo è sempre stato, ma adesso un numero sempre maggiore di persone riesce a raggiungere un livello di consapevolezza tale da prenderne atto…) e nessuno pare più in grado di capire, esattamente, da che parte siamo diretti e cosa diamine crediamo di fare, come individui e come specie.

I Don't Feel At Home in This World Anymore - film - 2017 - Melanie Lynskey - NetflixMa non si tratta neppure più soltanto di questo, in realtà. Fatti di cronaca, tragedie collettive e imparziali reportage provenienti dall’altra parte del globo… No, il problema non si esaurisce così, neppure alla lontana: la vera follia scorre nelle strade, ogni giorno, sotto i nostri occhi; esce dalla bocca di “innocenti” vecchine in procinto di esalare l’ultimo respiro, dalle labbra di stanche massaie dagli occhi cerchiati e l’aria rassegnata; dalle false promesse di un uomo di legge e dalla maleducazione, sempre più dissennata e gratuita, che pare impedire alla gente di rendersi conto anche delle proprie mancanze più ipocrite e elementari.

Ruth, la protagonista di I Dont’t Feel At Home in This World Anymore, è interpretata da Melanie Lynskey. Stiamo parlando di un’attrice che, a quarant’anni, ha alle spalle una carriera lunga come l’Hollywood Boulevard. Eppure, in un certo senso, per me il nome della Lynskey resterà sempre legato al film che per primo è stato in grado di rivelare il suo talento: mi riferisco a Creature del Cielo, la pellicola di Peter Jackson che ha sconvolto i critici e impressionato il pubblico, rappresentando sul grande schermo la morbosa e schizofrenica storia d’amicizia/amore fra due solitarie e introverse ragazzine australiane.

I Don't Feel At Home in This World Anymore - film - Elijah Wood - NetflixAbbiamo dovuto aspettare l’eccentrico (ma umanissimo) film di Macon Blair per vedere Melanie tornare, finalmente, a calarsi nei panni di un personaggio all’altezza delle sue corde.

Solitudine, diversità e alienazione fanno ancora parte del quadro; stavolta, però, il personaggio della Lynskey si trova ad avere a che fare soprattutto con la pazzia degli altri, e con tutte le travagliate conseguenze che l’incontro/scontro con una serie di personaggi, apparentemente evasi dal set di un inquietante versione pulp di Alice in Wonderland, porteranno nella sua grigia e apatica routine quotidiana…

Oscurità e confusione: l’inizio di I Dont’t Feel At Home in This World Anymore

Trovo che la scena iniziale di I Dont’t Feel At Home in This World Anymore si elevi un gradino al di sopra della perfezione.

Subito dopo i titoli di testa, ci accoglie la visione di Ruth, sola in cortile. E’ buio, lei ha lo sguardo esausto e perso nel vuoto. Si porta una birra alle labbra e lascia vagare la mente, senza accennare a dire o fare qualcosa. Dall’oscurità oltre la staccionata, la donna sente echeggiare una serie di allegri richiami – conversazioni, risa, tutte i rumori che ti aspetteresti di sentire da una gioiosa tavola di commensali.

Quei suoni, però, non riescono a toccarla. L’espressione di Ruth resta completamente impassibile. Per quanto la riguarda, quelle voci potrebbero provenire anche dal capo opposto dell’universo.

E poi, non c’è una forse una nota stonata – un tintinnio stridulo, una sorta di fastidiosa tonalità forzata – che si nasconde dietro quella pioggia di superficiali risate incorporee?

Ruth si volta e rientra in casa.

Contraddizioni, svolte impreviste e… bellezza

I Don't Feel At Home in This World Anymore - film - Jane Levy - NetflixLa trama di I Dont’t Feel At Home in This World Anymore nasconde parecchie sorprese, ma ciò che più colpisce, a parer mio, è la straordinaria sensibilità artistica dimostrata da Macon Blair. Il regista riesce a mettere in scena i tormenti che affliggono l’anima della protagonista – i suoi dubbi, le sue paure, il suo lento precipitare a spirale nel vortice sempre più nero della depressione – con un’eloquenza straordinaria, e senza mai smettere di dar prova di vantare un’eccellente padronanza del linguaggio cinematografico.

Come se non bastasse, I Dont’t Feel At Home in This World Anymore riesce magistralmente, secondo me, laddove la maggior parte dei film a lui “affini” (per tematiche, generi e/o intenzioni…) è destinata a fallire. L’abbiamo visto accadere, ad esempio, nel caso del mediocre La Festa delle Fidanzate, altra pellicola originale Netflix, recensita pochi giorni addietro.

Blair non concede, neppure per un secondo, alle proprie elaborate velleità artistiche di entrare in conflitto con l’esigenza di raccontare una storia, un’ottima storia a metà strada fra dramma e commedia. Il disagio di Ruth è uno stato d’animo in cui (purtroppo) chiunque di noi potrebbe facilmente ritrovarsi; ma è prima di tutto il suo disagio, il malessere strisciante e subdolo che condiziona la vita di questo particolare e meraviglioso personaggio. Vederla lottare, cercare di reagire a quanto di machiavellico e sbagliato (o semplicemente demenziale) il destino abbia in serbo per lei… be’, diciamo solo che adrenalina, suspense e violenza grafica costituiscono una parte fondamentale della ricetta, al pari degli eccellenti riferimenti e degli stimolanti dialoghi previsti dalla sceneggiatura.

I Don't Feel At Home in This World Anymore - film - Melanie Lynskey- NetflixI Dont’t Feel At Home in This World Anymore è un film delicato, poetico, “realistico” e intimista. Al tempo stesso, però, può essere definito solo come strampalato, grottesco, surreale e ricco di colpi di scena. Riflette, in parole povere, l’inconcepibile senso di straniamento che sembra pervadere l’anima della povera Ruth dall’inizio alla fine.

Elijah Wood, nel ruolo del vicino di casa generoso, introverso e amante delle arti marziali, si dimostra particolarmente credibile e convincente. L’attore de Il Signore degli Anelli sta portando avanti delle scelte di carriera davvero interessanti, in quest’ultimo periodo; se la sorprendente serie tv Dirk Gently – Agenzia di Investigazione Olistica non bastasse a conferirne la prova definitiva, ritengo che la visione di I Dont’t Feel At Home in This World Anymore si rivelerà sufficiente a spazzare via dalle vostre menti ogni traccia di dubbio residuo.

 

Altri Film Originali Netflix recensiti:

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Il Codice del Silenzio

Deidra e Laney Rapinano un Treno

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