Clinical (recensione film Netflix 2017)

Clinical è un thriller psicologico diretto dal regista Alistair Legrand.

Approdato in Italia per gentile intercessione di Netflix – che ne ha acquistato i diritti per la distribuzione globale – vede l’ex-modella e attrice Vinessa Shaw calarsi nei panni di una psichiatra tormentata dai postumi di un terribile trauma…

Clinical - film - Netflix - 2017 - poster

 

Scene da un incubo

Come sempre, iniziamo la nostra recensione elargendo qualche piccolo accenno a proposito di trama e intreccio. Clinical è un film che tende a basare la sua stessa ragion d’essere su una serie di misteri e intrighi collaterali alle sue premesse, per cui cercherò di restare abbastanza sul vago nelle righe che seguiranno.

Clinical - Netflix - film - thriller - 2017Tengo tuttavia a precisare il fatto che, a mio avviso, la sceneggiatura presenta pochissimi colpi di scena veramente degni di nota. Se avete già visto molte altre pellicole legate a questo genere, è possibile che riusciate a indovinare la maggior parte degli sviluppi senza colpo ferire.

La dottoressa Jane Mathis (Shaw) è una rinomata specialista nel campo del trattamento del PTSD, il disturbo post-traumatico da stress. La sua carriera è lanciatissima, e il suo studio pullula di clienti di ogni possibile fascia d’età, pazienti affetti da gravi patologie a causa di uno o più eventi drammatici occorsi in un momento o l’altro della loro vita.

Si potrebbe quasi dire che Jane viva per il suo lavoro, e che a lei stia benissimo così. Aiutare le persone a superare i momenti più dolorosi del passato è sempre stata la sua vocazione, dopotutto. Sentirsi utile e apprezzata dai suoi pazienti e colleghi le permette di non pensare troppo all’appartamento vuoto e buio che l’attende al suo rientro ogni sera.

Una terribile notte, tuttavia, la dottoressa compie un pericoloso errore di valutazione. Dopo aver preso sottogamba il terribile livello di deterioramento fisico e mentale a cui una sua giovanissima paziente, Nora (India Eisley, la figlioletta della vampira Selene nel quarto capitolo della serie Underworld), è andata incontro nei giorni precedenti, la dottoressa si ritrova vittima di una feroce aggressione ai suoi danni.

Clinical - film - Netflix - 2017 - India EisleyLa colluttazione si conclude in tragedia. Due anni dopo, Jane non riesce a chiudere gli occhi senza rivedere tutto quel sangue, rosso e grondante, insieme al viso amareggiato e deformato dall’odio della giovane aguzzina.

Il senso di colpa e l’ansia le impediscono di riprendere a seguire casi veramente significativi di PTSD… anche perché, adesso che è costretta a sperimentarne i sintomi in prima persona, la dottoressa si sente continuamente sull’orlo del tracollo psico-emotivo.

Un nuovo paziente, tuttavia, si rivela particolarmente insistente e bisognoso delle sue cure. L’uomo, un certo Alex (Kevin Rahm, Lethal Weapon), la costringerà a riprendere il suo lavoro dal punto in cui l’aveva interrotto e a tentare un nuovo approccio psicanalitico, esortandola nel contempo a confrontarsi con le sue peggiori paure…

Perché Clinical non riesce a sorprendere

Clinical, nel complesso, è un film che funziona poco.

Tanto per cominciare, il tentativo di ingarbugliare l’intreccio mi è parso estremamente debole. Si cerca di forzare un’idea nella mente dello spettatore – il sospetto che la nostra eroina, la diligente e zelante Jane, non sia poi una narratrice così affidabile e lineare come credevamo all’inizio. La fotografia sgranata, densa di contrasti, aiuta ad amplificare le nostre impressioni, poiché, sin dalle primissime scene del film, abbiamo costantemente l’impressione di scortare la dottoressa Mathis attraverso i bianchi e abbaglianti corridoi di un lungo, surreale incubo a occhi aperti.

Clinical - film - Netflix - 2017 - Vinessa ShawPeccato che l’interpretazione di Vinessa Shaw non si riveli sufficientemente intensa, o credibile, da supportare questa suggestiva sensazione di irrealtà, e non riesca in alcun modo a innescare un’eventuale processo di identificazione con i drammi personali del suo personaggio.

Anche il montaggio mi è parso scialbo, prolisso e inefficace. Il “taglio finale” di Clinical conta almeno una ventina di minuti superflui, che non fanno altro che rallentare il ritmo e rendere la visione del film pesante, pastosa e soporifera.

Il finale, per contrasto, tende a svolgersi con una rapidità e una fluidità sorprendenti.

Eppure trovo che alcuni elementi del thriller di Legrand siano apprezzabili, da un certo punto di vista.

Le scene più riuscite, a mio avviso, sono quelle che coinvolgono il personaggio di Nora. Le sue apparizioni improvvise e “spettrali” garantiscono un livello di adrenalina e tensione più che sufficiente a riscuoterci dal torpore.

Le atmosfere di Clinical, fumose e ricche di suggestioni, riescono inoltre a esercitare un certo fascino sulle nostre percezioni. Legrand ha iniziato la sua carriera dirigendo un horror a baso budget chiamato The Diabolical; la sua predisposizione nei confronti del genere sovrannaturale si riflette in alcune sequenze particolarmente riuscite di questo suo secondo progetto, secondo me, anche se indubbiamente in proporzione minore.

Anche il lavoro di approfondimento psicologico che è stato compiuto sul personaggio di Jane mi è piaciuto molto, anche se avrei preferito uno spicchio di coraggio e intraprendenza in più, da questo punto di vista… per non parlare del bene che avrebbe portato, naturalmente, un pizzico di partecipazione emotiva supplementare da parte della Shaw.

 

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