Brave Witches (recensione anime)

Ambientato nello stesso mondo di Strike Witches, Brave Witches è uno spin-off di questo progetto che comprende diversi media, fra cui dei manga, diverse light novel e due videogiochi. L’anime è andato in onda in simulcast su Crunchyroll e comprende dodici episodi, in cui seguiremo le vicende delle Witches senza pantaloni che combattono creature giganti in volo.

Brave Witches - cover

La battaglia contro i Neuroi

Brave Witches - 1L’intero anime si apre con una voce fuoricampo che spiega in modo frettoloso l’ambientazione e la natura dei nemici dell’umanità, i Neuroi. Le uniche in grado di sconfiggerli sono le Witches, delle ragazze dotate di magia che riescono a volare grazie all’utilizzo delle loro unità, ovvero delle eliche che mettono alle gambe.

Subito dopo ci viene mostrata Hikari, la protagonista, nel suo paesino, intenta ad allenarsi per diventare una Witch forte come la sorella, anche se al momento non riesce nemmeno a volare decentemente.

Quando sua sorella torna a casa, viene subito richiamata in missione in Europa. Hikari decide di offrirsi volontaria per seguirla e, dopo una sfida con un’altra Witch volontaria, la sua richiesta viene accettata. Durante il tragitto, però, un attacco di Neuroi mette fuori combattimento la sorella. A salvare l’intero equipaggio della nave sono le ragazze del 502° Stormo da Caccia Congiunto, appena arrivate.

Dopo averle viste in azione, Hikari le prega di farla entrare nella loro squadra al posto di sua sorella.

Da questo punto in avanti ha inizio il suo addestramento, nonché le sue avventure con le sue compagne di squadra. Sono presenti numerose scene di combattimento, animate in CGI, ma il vero fulcro dell’anime non è tanto la guerra contro i Neuroi, quanto la crescita della protagonista e il rapporto che instaura col tempo con le altre ragazze della squadra.

Senza pantaloni è meglio!

La visione di Strike Witches non è obbligatoria per comprendere appieno gli avvenimenti di Brave Witches, e questoBrave Witches - 2 lo posso confermare per esperienza personale. L’unica cosa che mi ha lasciata perplessa era l’assenza di pantaloni o gonne nell’abbigliamento della maggior parte delle protagoniste. Esatto, perché per le Witches è perfettamente normale andarsene in giro in mutande, mostrando più del dovuto a praticamente chiunque incroci la loro strada. A parte utilizzare questo escamotage come scusa per rendere il fan service più facile e immediato, non ho trovato un motivo per spiegare questo fatto.

Tutto il resto della storia e dell’ambientazione si capisce benissimo senza il bisogno di guardare le altre due serie dell’anime originale, soprattutto perché si basa principalmente sul rapporto fra le compagne di squadra.

Il 502° Stormo da Caccia Congiunto è formato da Witches provenienti da tutto il mondo, ognuna con un design abbastanza diversificato da essere ben riconoscibile dall’inizio. Sebbene ognuna di loro abbia almeno un episodio interamente dedicato, non tutte però sono state trattate alla stessa maniera.

La protagonista assoluta è Hikari che, sebbene sia ben poco originale, ha subito una notevole crescita all’interno della serie che la rende un personaggio più interessante di quanto potrebbe sembrare all’inizio. Kanno è la seconda per importanza: la Brave Witches - 3classica tsundere pronta a menare e che mai ammetterebbe di tenere alla nuova arrivata, quando poi è la prima a preoccuparsi per lei. Non è un personaggio particolarmente ispirato, ma suscita comunque una certa simpatia, un po’ come tutte.

La Witch a cui devo la maggior parte delle mie risate, però, è sicuramente Krupinski, tra l’altro una delle poche a indossare i pantaloni. Si tratta della più forte del gruppo ed è altamente improbabile che dalla sua bocca esca una frase seria. In un certo senso, mi è dispiaciuto fosse poco presente, soprattutto per tutta la prima metà della serie.

Una realtà alternativa

Brave Witches è ambientato in un mondo molto simile al nostro ventesimo secolo, in cui però l’umanità convive con Brave Witches - 4la magia ed è costretta ad affrontare dei nemici alieni giganteschi e dal design poco stimolante. Per facilitare la comprensione, l’anime mette a disposizione alcune spiegazioni durante le scene d’intermezzo.

Nonostante questo, però, l’ambientazione non riesce a risaltare. Copre comunque un ruolo secondario e non è accattivante né interessante. Un difetto su cui si passa tranquillamente sopra se si pensa però all’anime come a uno slice of life soprannaturale e con qualche combattimento. Perché, alla fin fine, Brave Witches non è, né tenta di essere, un anime serio o impegnativo.

Se ti è piaciuto Brave Witches, potresti considerare l’idea di guardare anche:

Kancolle – Kantai Collection

Senki Zesshou Symphogear

Ange Vierge

Salva

Salva

Lascia un commento

Potrebbero interessarti anche...

3 Risposte

  1. gennaio 6, 2017

    […] Brave Witches […]

  2. gennaio 6, 2017

    […] QUI la recensione completa, mentre QUI c’è la seconda parte degli anime della stagione […]

  3. marzo 27, 2017

    […] per Fate/kaleid liner Prisma Illya) e prodotto da Silver Link (Watamote, Magic of Stella e Brave Witches). Il suo protagonista ex-ciccione e la sua sete di vendetta mi hanno conquistata fin dal primo […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *