Il Drago Invisibile (recensione film 2016)

Il Drago Invisibile è il remake di un vecchio film per bambini targato Disney.

Si tratta dell’ennesimo sforzo, da parte della nota multinazionale americana, volto a cavalcare la recente ondata nostalgica che sembra aver monopolizzato l’attenzione della maggior parte del pubblico internazionale.

Per l’occasione, il regista David Lowery (prossimamente al timone di un altro film in live action dedicato a Peter Pan) ha pensato bene di rispolverare una vecchia gloria del cinema come Robert Redford. Completano il cast la graziosa Bryce Dallas Howard, il piccolo Oakes Fegley, e il sempre più barbuto Wes Bentley.

 

Il Drago Invisibile - Film fantasy 2016 - poster

 

Un tenero drago di nome Elliott      

Il Drago Invisibile - film -ElliottIl Signor Meacham (Redford) è un anziano sognatore di paese. La sua voce narrante ci accompagna per buona parte de Il Drago Invisibile, mentre l’uomo è intento a raccontare al suo pubblico di bambini estasiati le antiche leggende che circolano a proposito dei boschi raccolti intorno alla piccola cittadina.

Sua figlia Grace (Dallas Howard), invece, non ha mai prestato attenzione alle vecchie storie. Di solida fede ecologista, la ragazza ha deciso di intraprendere la carriera di ranger per proteggere la foresta che amava tanto visitare da bambina, ma non ha mai preso in considerazione l’idea che gli alberi e i cespugli potessero celare qualcosa di più misterioso e magico di un cinghiale o un cerbiatto.

Neppure per un secondo.

Provvederà la sconvolgente apparizione di un ragazzino selvaggio di nome Pete (Fegley) a sgretolare le sue certezze, introducendo Grace all’interno di un sogno a occhi aperti incentrato sull’esistenza di un timido drago verde.

La creatura, dotata di sorprendenti capacità mimetiche, si chiama Elliott ed è di natura premurosa e gentile.

Quando alcuni boscaioli scopriranno il segreto, fraintendendo le intenzioni dell’innocente Drago Invisibile, daranno inizio a una spietata caccia fra i boschi.

Spetterà a Grace, supportata dal fidanzato Jack (Bentley) e dalla figlia di lui Natalie (Oona Laurence), sbrogliare l’intricata matassa e aiutare Pete e Elliott a sopravvivere…

Una ricetta classica come la torta di mele, o anche di più…

Come avrete notato, la trama de Il Drago Invisibile non brilla esattamente per acume, originalità o intensità narrativa. Personalmente ho detestato questo remake dall’inizio alla fine, per una serie di motivi che vi spiegherò fra un momento.

Il Drago Invisibile - film - Oakes FegleyMi sembra doveroso aggiungere, tuttavia, che il film è stato per lo più apprezzato dalla critica americana. Non riesco a spiegarmene il motivo, dal momento che considero l’opera di Lowery come l’archetipo stesso del classico film per famiglie realizzato senza arte né parte. Uno scivolone di cui la Disney avrebbe potuto tranquillamente fare a meno, se volete sapere come la penso.

L’atroce doppiaggio italiano peggiora la situazione, e la peggiora parecchio.

Inizialmente mi è parso anche “strano” che gli effetti speciali in CGI non fossero all’altezza degli standard fissati dalla Disney in altre occasioni.

Anche tralasciando aspetti vitali della narrazione cinematografica come montaggio, scenografia, fotografia o sceneggiatura, infatti, ho avuto l’impressione che le animazioni di Elliott risultassero goffe, frivole e inadeguate.

In un secondo momento, ho afferrato il concetto alla base di questa scelta stilistica: mi rendo conto del fatto che, nel film originale, Elliott era disegnato a mano, unica presenza di carta animata all’interno di un mondo fatto di carne, pelle, ossa e sangue.

Ne Il Drago Invisibile, Lowery ha quindi consapevolmente cercato di fare in modo che la sua creatura risultasse un personaggio parimenti straniante, miracoloso, sorprendente e “diverso”. Una sorta di intruso sceso giù da un altro mondo, un bonario alieno di cartapesta che vanta le fattezze di un drago ammantato d’erba fresca e la caratterizzazione di un grosso cane da pastore.

Anche questa può essere considerata una forma di omaggio, immagino, oltre che un’ulteriore concessione alla dimensione nostalgica che ormai spadroneggia in ogni campo.

Siamo seri, però: quanti bambini di sei/sette anni possono effettivamente sostenere, al giorno d’oggi, di essere rimasti entusiasti da Elliott il drago invisibile, o anche solo di averlo visto?

Il Drago Invisibile - Robert RedfordPerché è questo il target di riferimento preso in considerazione dalla Disney, oltre che da Lowery stesso: un ragazzino di otto anni sarebbe già grande per riuscire ad apprezzare questo remake, e sono pronta a scommettere che resterebbe enormemente deluso dall’incommensurabile semplicità del tutto.

Il Drago Invisibile non offre momenti d’azione spettacolare, avventure rocambolesche, o strappalacrime confronti familiari degni della nostra attenzione.

Per quanto mi riguarda, non mi vergogno a dire che ho provato emozioni più intense riguardando 4 Bassotti per 1 Danese per la centesima volta.

La regia di Lowery, dal canto suo, risulta sciatta, slavata, indolente, prevedibile e infarcita di cliché che si cerca disperatamente di far passare per riferimenti e citazioni. I personaggi proposti dalla sceneggiatura sembrano tagliati con l’accetta, rigidi e statici come miniature scolpite nel legno.

Redford, nei panni dell’amabile nonnino e vivace affabulatore Meacham, riuscirà senz’altro a risvegliare i sospiri delle signore un po’ più avanti negli anni.

Ma questo è davvero tutto, per quanto mi riguarda.

Che combini, Bryce?

Il messaggio ecologista che Il Drago Invisibile cerca di lanciare, per lo meno, ha del potenziale.

Il tema andava sviluppato meglio, però; magari a discapito di tutta quest’esaltazione frenetica, affrettata e (in questo caso) assurdamente ingiustificata di certi altri inflazionati valori familiari.

Il Drago Invisibile - film - Robert Redford e Bryce Dallas HowardPeraltro, è la seconda volta che vedo Bryce Dallas Howard prendere parte a un blockbuster di così bassa lega (state pur sicuri che non consiglierei la visione di Jurassic World al mio peggior nemico).

Se quest’anno non l’avessi vista interpretare il ruolo di Lacey, la nevrotica e vivace protagonista di Nosedive (l’episodio più significativo e riuscito della terza stagione di Black Mirror), credo che comincerei a farmi qualche seria domanda a proposito delle effettive competenze del suo agente.

Su Bentley, invece, preferisco non esprimermi.

Ne Il Drago Invisibile, il suo personaggio rappresenta la quintessenza stessa dell’inutilità… ma immagino che l’attore, ormai, debba averci fatto il callo.

In caso contrario, non si sarebbe mai neppure sognato di mettere piede sul set di American Horror Story: Roanoke

Se ti è piaciuto Il Drago Invisibile, prova a guardare anche:

Miss Peregrine –  La Casa dei Ragazzi Speciali (2016)

The Legend of Tarzan (2016)

Il Libro della Giungla (2016)

Una serie di Sfortunati Eventi

 

 

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2 Risposte

  1. febbraio 9, 2017

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  2. aprile 1, 2017

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