Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali (recensione film 2016)

Fra i numerosi film per bambini che hanno esordito nell’arco dell’ultimo mese, è bene segnalare Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali.

Il più recente lavoro di Tim Burton, tratto da una popolarissima serie di romanzi di Ramson Riggs, è un tipico fantasy natalizio dedicato al pubblico degli spettatori più giovani.

Piacevole, e allo stesso tempo vagamente deludente, vanta nel cast nomi illustri del calibro di Eva Green, Samuel L. Jackson, Allison Janney, Judi Dench e Terence Stamp.

 

Miss Peregrine - La casa per ragazzi speciali - film - poster - Tim Burton

 

La Casa dei Ragazzi Speciali

Il protagonista di Miss Peregrine è il giovane Jake (Asa Butterfield, il bambino che affiancava Chloe Grace Moretz in Hubo Cabret).

Il tipico spilungone magrolino, educato e un po’ goffo; il perfetto archetipo di “bravo ragazzo” al quale il cinema americano sta tentando di abituarci da almeno un paio di generazioni a questa parte.

Miss Peregrine - La casa per ragazzi speciali - film - Eva GreenJake non ha molti amici, e la sua spiccata sensibilità lo induce a sviluppare, crescendo, una forte intesa con il vivace nonnino Abraham (Stamp), piuttosto che con la madre assente o con il padre (Chris O’Dowd), un ornitologo amareggiato e fallito.

Abe, al contrario, si è sempre preso cura del nipotino, e lo ha aiutato a superare le difficoltà dell’infanzia ricorrendo al potere più infallibile e determinante di tutti: l’immaginazione.

Le incredibili storie del nonno hanno sempre fatto parte della vita di Jake, da che lui riesca a ricordare. Temerari e fantasiosi racconti di bambini dotati di poteri speciali, raccolti sotto l’ala protettiva di Miss Peregrine (Green), una giovane donna indipendente, coraggiosa e leale.

Storie di mostri, in senso sia letterale che figurato: oscure creature intenzionate a banchettare, nell’accezione più spietata e cruenta del termine, a spese dei piccoli protetti di questa signora dall’indole così generosa e particolare.

Jake è sempre stato sicuro che nonno Abe fosse un tantino svitato, o che al limite romanzasse accuratamente alcuni aspetti dei suoi racconti, un po’ come capitava all’eccentrico signor Bloom, l’indimenticabile protagonista del film Big Fish – Le storie di una vita incredibile.

Eppure, non appena la minaccia rappresentata dal perfido Barron (Jackson) arriva a concretizzarsi davanti ai suoi occhi, il ragazzo comincia a sentirsi franare sotto i piedi ogni brandello di certezza…

Il paradosso di esaltare la diversità, mentre si offre un menù a base di banalità e cliché assortiti…

Miss Peregrine - La casa per ragazzi speciali - film - castA questo punto devo specificare che, purtroppo, non ho (ancora) avuto modo di leggere la trilogia di romanzi che ha ispirato la sceneggiatura di Miss Peregrine.

Da varie fonti attendibili, ho tuttavia avuto modo di ricevere conferma ad alcuni dei miei sospetti: a quanto pare, le atmosfere gotiche e darkeggianti dei libri sono state preservate dalle naturali inclinazioni artistiche di Burton… mentre l’intreccio, lo spirito dei romanzi e le personalità di svariati comprimari sono andati incontro a pesanti alterazioni.

Possiamo senz’altro giustificare parte di queste modifiche, soprattutto alla luce della necessità di trovare, per il film, un finale autoconclusivo che non rischiasse di lasciare filoni narrativi in sospeso.

Meno comprensibili risultano, ai miei occhi, le vistose banalizzazioni che penalizzano la caratterizzazione di così tanti personaggi importanti.

La Casa dei Ragazzi Speciali di Miss Peregrine può ben dirsi, a conti fatti, un luogo incredibile. Un santuario popolato da una nutrita ciurma di bambini fantastici, adorabili, straordinari, formidabili, pazzerelli e, diciamocelo, in alcuni casi pure un tantino inquietanti…

Ma il film di Burton si accontenta di relegare sullo sfondo queste figure carismatiche, eccentriche e potenzialmente affascinanti, per cedere di prepotenza la scena a un gruppo di creature scialbe e frutto di una serie di stereotipi di bassa lega.

Emma (Ella Purnell), da questo punto di vista, rappresenta forse la nota più dolente e stucchevole di tutte. Eterea, vacua e svampita, non rappresenta altro che il riflesso un po’ sbiadito di personaggi già presenti in altri famosi film di Burton, e interpretati in passato da attrici come Mia Wasikowska o Alison Lohman. L’ennesima riproposizione di quest’ideale femminile romantico, inutile e un po’ anti-diluviano, che nel caso in questione mi è sembrato completamente fuori posto.

Anche l’introduzione della confusa “love story” secondaria, questa sorta di improbabile legame che si viene a instaurare fra la patetica Olive (Lauren McCrostie) e l’insignificante Enoch (Finlay MacMillan), si presenta a parer mio come il risultato di un’imbarazzante forzatura.

Miss Peregrine

Miss Peregrine - La casa per ragazzi speciali - film - Asa Butterfield e Ella PurnellGuardando La Casa per Ragazzi Speciali, non ho provato sensazioni particolarmente esaltanti.

Ho accolto la maggior parte delle scelte stilistiche e narrative di Burton con tiepida curiosità, ritrovandomi piuttosto a valutare alcune di esse in preda al più aperto scetticismo.

La prima parte del film risulta fresca, convincente e inaspettatamente godibile, certo.

Ma per me l’entusiasmo ha cominciato a scemare presto, praticamente già a partire dall’inutile ostentazione di effetti speciali relativa alla scena della nave/rifugio segreto di Emma.

Esaltare il sense of wonder e omaggiare il potere dell’immaginazione è una cosa. Giocare a firmare un’harrypotterrata infarcita di miracoli, creature magiche a casaccio e relazioni amorose fra poppanti è un’altra. Neppure le splendide scenografie hanno il potere di riscattare fino in fondo le sorti di un film così scarno di contenuti, per quanto mi riguarda.

La Casa per Ragazzi Speciali - Miss Peregrine - Eva Green - filmHo amato, ciò non di meno, le pittoresche e complesse sfumature che Eva Green è riuscita a infondere nel suo personaggio. Laddove Samul L Jackson si è limitato, come spesso accade, a interpretare Samuel L. Jackson (e a giocarsi la carta dell’ironia per cercare di riempire gli spazi vuoti lasciati dalla sceneggiatura, evitando di incappare nell’errore madornale di limitarsi a scimmiottare Voldemort…), l’attrice francese è riuscita a liberarsi abilmente della consueta cappa di “dannazione e perdizione” che ha contraddistinto gran parte dei suoi personaggi precedenti, dal capolavoro The Dreamers al cupissimo dramma in costume Penny Dreadful, passando per Casinò Royale e Franklyn.

La sua Miss Peregrine è un perfetto concentrato di determinazione, apertura mentale, saggezza, solarità, malinconia esistenziale e ancestrale istinto materno.

Non male, insomma, per un personaggio che ha la possibilità di restare in scena per meno di un terzo della durata complessiva del film!

 

Se ti è piaciuto Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali, prova a guardare anche:

The Great Wall (2017)

Il Drago Invisibile (2016)

Una Serie di Sfortunati Eventi

 

 

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2 Risposte

  1. gennaio 1, 2017

    […] Miss Peregrine –  La Casa dei Ragazzi Speciali (2016) […]

  2. febbraio 9, 2017

    […] Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali (2016) […]

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