Magical Girl Raising Project (recensione anime)

La stagione autunnale è quasi terminata, e uno dei primi anime a finire è Magical Girl Raising Project. Tratto da una serie di light novel, è composto da dodici episodi ed è andato in onda su Crunchyroll in simulcast col Giappone. La serie stravolge la figura delle maghette, trasformandole da dolci ragazzine impegnate a salvare la giornata a pazze assassine sanguinarie. Una formula senz’altro strana e particolare, che vede parecchie strizzate d’occhio al celebre Magi Puella Madoka Magica, ma discostandosi da quest’ultimo grazie anche alla massiccia presenza di azione e combattimenti.

magical girl raising project - cover

“Benvenuta in un mondo di sogno e magia”

Magical Girl Raising Project - 1Un social game per cellulari a tema di maghette sta spopolando in Giappone. Si tratta di un normale videogioco in cui ci si crea il proprio personaggio e si intraprendono delle missioni per vincere oggetti. Gira però una leggenda secondo la quale, continuando a guadagnare punti, prima o poi si riceva la possibilità di diventare una vera maghetta.

Koyuki Himekawa è un’appassionata di questo gioco e scopre in prima persona la veridicità di questa leggenda. Un giorno la mascotte Fav, un esserino tondo e dall’aria carina, le appare sullo schermo chiedendole di diventare una maghetta vera. Lei, da brava fan, non se lo fa ripetere due volte: tocca lo schermo del telefono e assume le sembianze dell’avatar che aveva creato, diventando così Snow White.

Tramite la chat si mette subito in contatto con tutte le altre maghette, che la accolgono calorosamente. Le spiegano che il suo compito è aiutare le persone in difficoltà e guadagnare candies, in modo da salire in classifica.

Dopo qualche tempo, Fav ha da fare un annuncio: una sedicesima ragazzina si è unita alla già numerosa schiera, ma, purtroppo, sembra che abbia sbagliato a fare i calcoli. Le maghette sono troppe, perciò bisogna dimezzarne il numero. Per scegliere quali dovranno andarsene sarà utilizzata la classifica: l’ultima classificata di ogni settimana perderà il diritto di utilizzare la magia.

Le mie prime impressioni sono state confermate, e il clima allegro e spensierato delle prime due puntate lascia il posto a un’atmosfera dark e piena di azione, quando si viene a scoprire che la maghetta eliminata non perde semplicemente i poteri, ma muore in modo definitivo.

Da qui in avanti, inizia una guerra senza sosta fra le ragazze rimanenti per cercare di rimanere in vita.

Madoka partecipa agli Hunger Games

Fin da subito è abbastanza chiara l’influenza che Magi Puella Madoka Magica ha avuto su Magical Girl Raising Magical Girl Raising Project - RippleProject. Quest’ultimo però si differenzia parecchio, soprattutto per via della massiccia presenza di scene di combattimento, che dominano per una buona parte dell’anime.

Inoltre, precisamente dal sesto episodio in poi, sembra quasi di ritrovarsi nell’arena di Hunger Games, con delle maghette al posto di Katniss e degli altri tributi. Dopo il primo, esitante omicidio, l’anime diventa quasi una pioggia di sangue, con le ragazzine che cominciano a diventare, pian piano, delle vere e proprie killer.

A differenza del celebre romanzo di Suzanne Collins, Magical Girl Raising Project ha il pregio di non soffermarsi su un solo personaggio a scapito di altri, ma mostra più o meno nel dettaglio ognuna delle sedici maghette presenti. Ogni episodio si concentra infatti sulla storia di una o due di loro, tant’è che a un certo punto si rischia quasi di dimenticarsi della protagonista. Questo schema permette l’instaurarsi di un certo affetto per i personaggi, ma il poco tempo a disposizione rende alcune fasi forse un po’ troppo frettolose.

Nonostante tutto, si può però dire che le protagoniste abbiano tutte un carattere ben definito, e tutte differiscono fra loro.

Snow White è forse la meno riuscita, sembra messa lì più come un’osservatrice che come una partecipante. Il suo personaggio non ha una storia particolare o interessante, cosa che invece hanno praticamente tutti gli altri, e la caratterizzazione non differisce molto dal classico stereotipo della maghetta innocente.

Sono le altre a risollevare la situazione: a partire da Ripple e Cranberries, quelle che, almeno a mio parere, sono le vere protagoniste, passando per l’enigmatica e odiata Swim Swim, fino ad arrivare all’originale Magicaloid 44.

Non solo magia

Magical Girl Raising Project - 3L’anime vanta di un’opening carina, sebbene dai toni un po’ troppo allegri, data poi la situazione in cui le ragazzine versano, e di una ending davvero molto azzeccata. Quest’ultima ha un rito più lento e malinconico, che credo si addica molto meglio alla serie.

Al contrario di come potrebbe sembrare, le tematiche affrontate sono decisamente mature. Oltre alla situazione in cui versano tutte le maghette, le storie individuali mettono di fronte a contesti adulti, che difficilmente si trovano negli anime appartenenti a questo genere. Tuttavia, perde nel modo in cui affronta questi argomenti così pesanti, poiché sembra quasi tutto un po’ troppo frettoloso.

Ritengo, insomma, che il maggior difetto di Magical Girl Raising Project sia il ritmo, dato che ogni situazione è gestita nel modo più credibile possibile, è comunque difficile, in alcuni punti, provare una vera e propria empatia per molte delle protagoniste, per quanto ben fatte. Un vero peccato, dato che aveva il potenziale per diventare un anime ancor più profondo. A questo punto, possiamo solo sperare che un’ipotetica seconda serie innalzi ancor di più il livello generale.

Se ti è piaciuto Magical Girl Raising Project, potresti considerare l’idea di guardare anche:

Magi Puella Madoka Magica

Black Rock Shooter

Selector Infected Wixoss

Lostorage Incited Wixoss

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2 Risposte

  1. dicembre 19, 2016

    […] QUI la recensione […]

  2. gennaio 27, 2017

    […] Magical Girl Raising Project […]

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