Kantai Collection – Kancolle (recensione anime)

Kantai Collection – Kancolle è una serie anime tratta da un videogioco free-to-play di carte collezionabili. Composto da un cast numeroso (anche troppo) e interamente femminile, ci catapulta in un universo in cui l’oceano è il protagonista, assieme a un’infinità di siparietti fra le varie ragazze.

La prima stagione, che in tutto ha dodici episodi, è disponibile sottotitolata in italiano su Crunchyroll.

Kancolle - cover

Le ragazze-nave e gli Abissali

Kancolle - 1In un universo in cui delle creature chiamate Abissali hanno conquistato i mari, l’umanità ha bisogno di ragazze speciali per riprendere il possesso del territorio perduto. Le ragazze-navi sono in grado di solcare le acque pattinandoci sopra con assoluta disinvoltura, armate di diversi cannoni e armi da fuoco varie.

Fubuki è una di queste ragazze, un prototipo speciale (sebbene non si capisca bene cos’abbia di speciale nemmeno alla fine della serie) appena arrivato alla base navale. Almeno una decina di facce e nomi diversi stravolgono lo spettatore in quelli che sono, al massimo, i primi dieci minuti di episodio.

Subito dopo questo momento di profonda confusione, ci si ritrova subito catapultati in una battaglia contro gli Abissali; una battaglia che, si scoprirà, è anche la prima a cui Fubuki abbia mai partecipato. Le figuracce mentre cerca di restare in equilibrio sull’acqua non mancano di certo, mentre le compagne si esibiscono in uno spettacolo di pochi minuti con armi da fuoco.

Ovviamente appena di rientro dalla missione, Fubuki non può far altro che allenarsi per evitare che la mandino via. Perché lei vuole assolutamente solcare le acque e combattere assieme alle altre.

La trama procede con pochi colpi di scena, tutti abbastanza prevedibili, con molti combattimenti veloci e tante situazioni assurde.

Mille e una ragazze-navi

Kancolle vanta una grandissima varietà di personaggi. Le ragazze-nave sono anche più di dieci, e non tutte hanno Kancolle - 2uno spazio durante i dodici episodi scarsi di cui dispone. Tuttavia fa del suo meglio per dare dei tratti distintivi a tutte, o quasi, e molte di loro, dopo la confusione iniziale, cominciano ad acquistare una personalità ben definita.

Nonostante questo, però, nessuna di loro spicca in modo particolare per originalità, sebbene qualcuna possa risultare più simpatica o divertente. Fubuki in primis ha ben poco di interessante: per tutta la durata della serie non fa che entrare sempre meglio nello stereotipo della classica protagonista con scarse abilità, ma che per qualche motivo sconosciuto tutti giudicano importantissima e speciale. A suo favore si possono riconoscere delle scene simpatiche in cui dimostra il suo amore esagerato per la senpai Akagi, in cui non fa che rendersi ridicola.

Akagi in pericolare, sebbene abbia un ruolo abbastanza importante, non riesce mai a distinguersi più di tanto. Fra tutte, credo che sia forse la personalità meno riuscita: è fortissima, coraggiosa e una mangiona. E basta, sostanzialmente.

La nota positiva della serie è la capacità che le ragazze hanno di relazionarsi fra loro. Si parlano un po’ tutte, creano relazioni di amicizia e alcune esplicitamente amorose. Inoltre, dato che ognuna di loro ha delle caratteristiche assurde e abbastanza simpatiche, e data la loro varietà, le situazioni che vengono a crearsi, per lo meno, non risultano troppo ripetitive.

La carta vincente

Kancolle - 3Personalmente, credo che il punto forte di Kancolle sia la colonna sonora.

A partire dalla opening, una canzone dallo stile rock decisamente orecchiabile, accompagna benissimo le immagini. Confesso che questo brano, intitolato “Miiro”, di Akino from bless4, è stato il motivo per cui decidevo di guardare la puntata successiva almeno l’ottanta per cento delle volte.

Anche l’ending non è affatto male, anche se non mi ha conquistata alla stessa maniera. Il genere è comunque molto simile e si sposa bene con la sigla iniziale.

Disseminati nell’intero anime ci sono, tra l’altro, dei brani orchestrali, a volte dotati di coro, degni di una citazione speciali.

Dal punto di vista grafico, invece, posso dire che il character design di Kancolle è davvero buono. I personaggi sono tanti, eppure, a parte le somiglianze dovute anche alla parentela, sono tutte facilmente riconoscibili. A non avermi convinta è forse l’eccessivo utilizzo della CGI durante i combattimenti.

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Miss Kobayashi’s Dragon Maid

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2 Risposte

  1. gennaio 6, 2017

    […] Kancolle – Kantai Collection […]

  2. maggio 8, 2017

    […] fuori un prodotto di qualità (Blade and Soul, Atelier Escha and Logy: Alchemists of the Dusk Sky o Kantai Collection possono essere degli esempi). Ovviamente esistono delle eccezioni, come nel caso della saga di […]

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