Mercy (recensione film Netflix 2016)

Per gli amanti dell’home invasion, è da pochi giorni approdato su Netflix un nuovo film thriller diretto dal regista Chris Sparling. Se avete amato titoli come You’re Next o Hush, Mercy potrebbe decisamente essere l’horror che fa al caso vostro…

poster mercy-film netflix-chris sparling-2016

Parenti serpenti…

Mercy-film 2016-Netflix- Chris SparlingMai detto fu più appropriato: in Mercy, i protagonisti sono quattro fratelli legati da uno stranissimo vincolo di amore e odio.

Brad (James Wolk) torna a casa per assistere la madre Grace (Constance Barron), gravemente ammalata. La donna, in stato semi-comatoso, riesce a stento a capacitarsi di ciò che le accade intorno. Il marito George (Dan Ziskie) sa che le restano pochi giorni di vita, e che Grace sta soffrendo orribilmente a causa del male che la consuma. Eppure continua a rifiutare con vigore le offerte di uno strano religioso venuto a bussare alla sua porta… un uomo che continua a proporgli la somministrazione di un farmaco chiamato “Mercy” (“Pietà”), una medicina in grado di porre fine agli strazianti supplizi di Grace.

La disarmonia che regna in casa, rendendo torbidi e instabili i rapporti fra i fratelli, può solo esacerbarsi alla prospettiva di dover compiere una scelta così estrema e irreversibile.

Nessuno sembra disposto a prendere in considerazione la parola “eutanasia”… o forse sì?

Il bello di Mercy, è che fino alla fine non vieni assolutamente messo nelle condizioni di capire da che parte la sceneggiatura intenda andare a parare.  A mezz’ora dall’inizio, il film di Sparling riesce a coglierti completamente alla sprovvista, inserendo una brusca virata verso il regno della tensione e della suspense.

La tensione fra i fratelli è palpabile, così come l’ansiosa curiosità manifestata da Melissa (Caitlin FitzGerald), l’amica (forse fidanzata) che Brad si è trascinato dietro dalla città. I dialoghi fra i personaggi, estremamente criptici e misteriosi, sottintendono oscuri segreti famigliari. Impossibile non provare una scintilla di interesse; improbabile non trascorrere un’oretta abbondante con le sopracciglia inarcate e le palpebre frullanti, mentre si è intenti a chiedersi cosa diamine stia andando in scena, e perché continuiamo a provare l’assillante sensazione di aver perso un fondamentale tassello della trama…

Mercy: ovvero l’home invasion, secondo Chris Sparling…

Mercy film-originale Netfllix-2016Questa sensazione di perpetuo “smarrimento” può deporre a favore della sceneggiatura di Mercy, oppure no. Immagino dipenda molto dai gusti personali di un potenziale spettatore. Personalmente, tendo ad apprezzare il dispiegarsi di un intreccio lento e ingarbugliato, e la presenza di una serie di personaggi moralmente complessi.

Anche così, mi vedo tuttavia costretta a lamentare una certa mancanza di spessore e capacità empatiche da parte del regista/sceneggiatore di Mercy.

Il precedente film di Sparling, il gradevole horror in salsa mockumentary The Atticus Institute, vantava una personalità indubbiamente maggiore.

O forse parte del problema risiede nella pessima alchimia che si è venuta a instaurare fra i membri del cast. Ammetto di aver trovato le interpretazioni dei vari attori abbastanza deboli e stranianti, come se si sentissero spaesati e non sapessero bene da che parte iniziare a relazionarsi gli uni con gli altri.

Per di più, la prima parte del film risulta di una pesantezza indicibile. Il tocco di autorialità che Sparling cerca di imprimere alla sceneggiatura non fa altro che rendere le atmosfere grevi della storia ancora più desolanti e intollerabili.

Una trama intrigante

Mercy-film 2016-Chris SparlingUn vero peccato, perché, a onor del vero, a un esame più accurato la trama di Mercy risulta straordinariamente interessante. In questo piccolo thriller risiede molta più sostanza di quanto potrebbe inizialmente sembrare. Se dovessimo paragonare Mercy a Hush (un altro film originale Netflix, diretto da Mike Flanagan), e cercare di estrapolare un giudizio basandoci esclusivamente sul plot, non ho dubbi che l’opera di Sparling vincerebbe su tutta la linea.

Purtroppo, però, l’abilità tecnica di un regista non si misura (esclusivamente) in termini di originalità e coerenza narrativa. La preparazione di Sparling mostra delle lacune, talvolta anche vistose. Il linguaggio cinematografico, specialmente quello legato al cinema di genere, segue delle convenzioni abbastanza specifiche: non è detto che ignorarle o infrangerle debba necessariamente rivelarsi la scelta più saggia.

Mercy, alla resa dei conti, contraddice le linee guida dell’home invasione nel momento stesso in cui arriva a incarnare un paradosso alquanto bislacco: è un thriller, sì, e neppure di quelli banali…  ma è noioso. Grigio, laddove avrebbe potuto (e dovuto) ambire alla rappresentazione di una miriade di differenti sfumature. L’unico elemento che contribuisce, almeno in parte, a risollevare le sue sorti infauste, è un finale sorprendentemente efficace…

Altri Film Originali Netflix recensiti:

Spectral

Barry

Imperial Dreams

Divines

Coin Heist

Autobiografia di un finto assassino

7 Años

Sono la bella creatura che vive in questa casa

iBoy

Take the 10 – L’Autostrada

La Battaglia di Jadotville

Clinical

Lascia un commento

Potrebbero interessarti anche...

11 Risposte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *