American Horror Story: Roanoke – Il primo episodio

Buon pomeriggio a tutti, e benvenuti! Il nostro documentario odierno si concentrerà sul primo episodio di Roanoke, la sesta stagione della serie antologica American Horror Story… ehm, no, un momento, aspettate!

Il nostro articolo… intendevo dire il nostro articolo quotidiano, naturalmente!

american horror story roanoke-poster

 

My Roanoke Nightmare

american horror story roanokeDopo gli eccessi barocchi di Hotel, personalmente sentivo il bisogno di un ritorno a tonalità un tantino più sobrie. Evidentemente non ero la sola a pensarla così: la prima puntata di Roanoke prende bruscamente le distanze dai fasti decadenti della quinta stagione, abbandonando l’ossessiva ricerca estetica che aveva caratterizzato gli episodi dello scorso inverno.

Ne deriva un esordio meno sconvolgente, meno estremo e anticonvenzionale, ma anche più convincente, dal punto di vista narrativo.

L’idea di base è stuzzicante. La creatura di Ryan Murphy e Brad Falchuk riparte da questo (pseudo-)documentario intitolato My Roanoke Nightmare. Nella miglior tradizione del cinema horror, un eloquente ammonimento d’apertura spiega che la storia che si andrà a narrare è “ispirata a fatti realmente accaduti”.

Segue una lunga intervista alla coppia dei coniugi Miller, Shelby (Lily Rabe) e Matt (André Holland).

Dopo una breve presentazione, i due spiegano come sono entrati in possesso di questo sontuosa, misteriosa e inquietante magione settecentesca. Una vera e propria casa infestata nel North Carolina, o così sembrerebbe, a giudicare dai surreali eventi di cui la coppia diventa presto testimone.

Le interviste in studio si alternano a filmati esplicativi, presumibilmente basati su ricostruzioni degli eventi affidati a un cast di attori professionisti. Un divertente escamotage che permette agli sceneggiatori di giocare un po’ con le identità dei personaggi, e di inspessire il fitto velo di mistero che aleggia intorno ai fatti.

Piovono denti

american horror story roanoke-i-millerCiò che diventa subito chiaro è che i Miller, lasciandosi alle spalle la criminalità della grande città, non hanno affatto chiuso i conti con i guai. Una banda di bifolchi del posto li prende subito di mira, minacciando violente ripercussioni. Il bosco echeggia di strani rumori, stranamente simili a grugniti. Dal cielo prendono a cadere oggetti impossibili, grotteschi e spaventosi. La loro nuova casa nasconde parecchi segreti e, come se non bastasse, di notte tende a farsi parecchio affollata…

Conoscendo Murphy (e avendo chiaro in mente il tema di questa sesta stagione), non dubito che i prossimi episodi di American Horror Story abbiano in serbo più di una sorpresa. Per il momento, possiamo dire che quest’introduzione basta a suggerire una decisa virata verso atmosfere e temi “classici” del genere horror, in netta contrapposizione con la lenta discesa nell’anarchia e nel nonsense rapresentata da Hotel.

Intendiamoci: una rapida inversione di marcia potrebbe essere in agguato dietro il prossimo angolo.  Dopotutto, Murphy è noto per i suoi repentini (schizofrenici?) cambiamenti di umore e di opinione. Se c’è una cosa che abbiamo imparato guardando Glee, è che la coerenza non rappresenta proprio il tratto caratteriale determinante nella personalità dello sceneggiatore americano.

Ma, per il momento, ho apprezzato l’originalità della struttura, e l’intenzione di tentare una strada diversa da quella precedentemente imboccata.

Chi è la vera Shelby?

american horror story roanoke-lily-rabeA dire il vero, se c’è una novità che ho accolto con entusiasmo, è stata la scelta di tornare ad affidare alle mie beniamine Sarah Paulson e Lily Rabe un ruolo di primo piano. Certo, non mi aspettavo che addirittura si sarebbe trattato dello stesso ruolo… ma in fondo, chi sono io per lamentarmi?

La sceneggiatura gioca abilmente con l’ambiguità suggerita da questo primissimo episodio. Chi è Shelby, in realtà? Qual è il suo vero volto? Chi, esattamente, sta interpretando chi, e in che modo realtà e finzione finiranno per intersecarsi e contribuire all’innesco dell’incubo?

Non posso negarlo: in Hotel, le prove di Lady Gaga e Wes Bentley mi avevano profondamente deluso. Aver perso Jessica Lange era già stato un colpo abbastaza duro: veder relegare la Rabe e la Paulson, due fra le migliori frecce a disposizione dell’arco denominato American Horror Story, al ruolo di semplici gregarie, mi aveva completamente destabilizzato.

Neppure l’apporto delle regali Angela Bassett e Kathy Bates era bastato a riscattare l’insulsa qualità generale di Hotel.

Senza la Rabe, e con le partecipazioni di Evan Peters e Sarah Paulson ridotte al minimo sindacale, semplicemente Hotel non aveva l’aspetto, la consistenza o il sapore di un‘autentica stagione di American Horror Story.

Roanoke, da questo punto di vista, è partito avvantaggiato. Il fatto che Cuba Gooding Jr., un attore di indubbio talento, si sia unito alle danze, per me non fa altro che confermare quest’impressione.

Il mistero nel nome

american horror story roanoke-kathy-batesIn che modo, esattamente, gli avvenimenti in atto a casa Miller andranno a legarsi al tema della colonia scomparsa alla fine del Cinquecento?

Chi sono i misteriosi personaggi a piede libero nel Bosco? Perché sono abbigliati in maniera così strana e antiquata?

E la creatura intravista nel video (quello trovato in cantina da Shelby e Lee), secondo voi non sembra balzata fuori da una versione ancora più spaventosa del classico di H. G. Wells, L’Isola del Dottor Moreau?

Il primo episodio di Roanoke, a dire il vero, preferisce tenere per se’ la maggior parte dei suoi segreti.

In questi sessanta minuti, abbiamo per lo più avuto modo di valutare lo scarso ingegno di Shelby (sempre pronta a combinare cavolate, a quanto pare, e a tuffarsi a testa bassa in qualsiasi situazione potenzialmente letale) e la pessima lungimiranza di Matt e di sua sorella Lee.

Sotto molti punti di vista, non si è trattato di un esordio eclatante, e neppure particolarmente emozionante. Il climax non è stato costruito a dovere; il finale lascia con un vago senso di perplessità in fondo al palato.

Nonostante questi palesi difetti, però, tendo a tenere il morale alto.

Roanoke non è  partito proprio col botto, ma neppure è affondato nell’insidioso pantano di banalità e follia tipico di Hotel.

Se tutto va bene, questa sesta stagione potrebbe persino dimostrare di avere effettivamente qualcosa da dire…

 

EDIT: per leggere la recensione completa di American Horror Story: Ronoake, cliccate QUI!

 

Lascia un commento

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. gennaio 5, 2017

    […] fa, parlando di Piovono Denti, il primo episodio di Roanoke, avevo espresso la speranza che questa nuova stagione potesse tornare […]

  2. gennaio 9, 2017

    […] American Horror Story: Roanoke […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *