Angry Birds (recensione film 2016)

Angry Birds è il film d’animazione ispirato all’omonima serie di videogiochi prodotta dall’azienda finlandese Rovio  Mobile.

Ha esordito nelle sale nel 2016, ed è stato diretto da Clay Kaytis e Fergal Reilly.

Ho iniziato a vederlo senza avere idea di cosa aspettarmi. Una manciata di minuti, e già cominciavo a sospettare di trovarmi al cospetto di un cartone animato assai bizzarro.

Una qualità che, a dire il vero, trovo gradevole in qualsiasi film.

angry birds - locandina

Un uccellino scontroso

angry birds-pulciniIl protagonista della nostra storia si chiama Red, ed è un uccellino dal soffice piumaggio color rubino.

Orfano e solitario, Red ha un’indole irascibile e diffidente, sviluppata a causa di un piccolo trauma infantile: quand’era piccolo, infatti, tutti i suoi compagni lo prendevano in giro a causa delle sue folte sopracciglia scure e del suo aspetto “diverso”. Crescendo, il povero Red ha cercato in tutti i modi di integrarsi nella comunità dell’Isola degli Uccelli… ma, visto che tutti i suoi sforzi sono sfumati, alla fine  il nostro eroe ha deciso di trasformarsi in una sorta di eremita.

La solitudine, però, richiede sempre il suo prezzo: dopo aver dato di matto, in maniera alquanto esilarante, durante una festa di compleanno, Red viene condannato da un giudice a frequentare un corso di gestione della rabbia.

angry birds-red-e-il-cartello-di-chuckGli inizi non sono proprio esaltanti: basta l’irritante e ridanciano cartello di benvenuto all’ingresso a innescare un’altra frenetica esplosione di rabbia!

Dopo qualche seduta, tuttavia, Red impara a conoscere i suoi nuovi compagni di corso. Il vivacissimo uccellino giallo Chuck, il goffo Bomb e il taciturno Terence cominceranno a riempire, a poco a poco, le sue tristi e solitarie giornate.

Ma nell’Isola degli Uccelli, si sa, i guai sono sempre in agguato.

Quando una misteriosa nave si profila all’orizzonte, manovrata da un maiale verde che si rivela essere un ottimo imbonitore, l’unico in grado di fiutare il pericolo è proprio il nostro scontroso eroe…

Una miscela valida per ogni gusto…

angry birds-re-dei-maialiUn aspetto interessante di Angry Birds, è che riesce a coniugare la necessità di sfruttare un linguaggio adatto ai più piccoli, senza per questo rinunciare alla tentazione di infilare qua e là qualche battuta “pepata” rivolta al pubblico degli adulti.

La parte in cui Red ironizza sull’assurda esplosione di intolleranze alimentari e sul terrore che la parola glutine è arrivata a seminare nelle nostre vite, ad esempio, mi ha fatto ridere di gusto. Per non parlare poi del riferimento al romanzo ose’ preferito dal maialino, 50 sfumature di verde. O dell’esilarante scena delle gemelle, un piccolo omaggio a Shining, per chi avesse voglia di cogliere la citazione.

La trama di Angry Birds, di per se’, segue uno sviluppo abbastanza lineare. Eppure dietro l’arco narrativo principale si nasconde anche, a mio avviso, una fitta e gustosa rete di sottintesi, suggeriti abilmente da qualche piccola allusione di tipo visivo; dettagli scenografici curiosi, appena da cogliere con la coda dell’occhio, che suggeriscono diverse sotto-trame inaspettate.

Alcuni personaggi sono lì solo per divertire e far ridere, d’accordo, ma altri si rivelano genuinamente interessanti. Lo stesso Red è un protagonista sui generis, più complesso e controverso del previsto. In fondo costituisce, per la pacifica e solare Isola degli Uccelli, quello che l’orco Shrek rappresentava per l’idilliaco e insidioso Regno delle Fiabe.

Le follie di Chuck

angry birds-chuckIn un’ora e mezza, il brioso uccellino giallo riesce a dar vita a tante di quelle gag assurde che cercare di citarle tutte sarebbe un’impresa al di là di qualsiasi definizione. Il logorroico ed esuberante volatile rappresenta una spalla perfetta, l’improbabile personaggio del quale tutti i bambini (per non parlare degli adulti!) finiranno per innamorarsi.

In lingua originale, Chuck è stato doppiato dall’attore Josh Gad, già noto per il ruolo di Olaf in Frozen.

A noi è toccato invece in sorte Alessandro Cattelan, che di mestiere fa il presentatore radiofonico e televisivo. Ora… Il più grande complimento che mi sento di fare, a questo proposito, è che non è riuscito a uccidere completamente la verve, e la nevrotica follia, di un personaggio importante come Chuck.

Che è più di quanto si possa si dire per la maggior parte dei suoi colleghi, non-doppiatori professionisti.

Sono riuscita a cogliere troppo spesso l’accento abruzzese di Maccio Capatonda, nelle battute di Red. La Matilda di Chiara Francini deve aver preso il diploma di terapista a Firenze, di certo non sull’Isola degli Uccelli. E questo solo per citare le discrepanze più ovvie.

Con tutto il rispetto parlando, prove di questo genere sfigurano sempre al cospetto della salda professionalità di doppiatori veterani del calibro di Francesco Pannofino o Domitilla D’Amico.

Qualche perplessità: il messaggio ambiguo di Angry Birds…

angry birds-red-chuck-bombDietro Angry Birds si nasconde, a mio avviso, una morale assai più studiata – e sfuggente – del previsto.

Da una parte troviamo l’esortazione (neanche troppo velata) ad abbandonare, nel momento del bisogno, la nostra facciata cordiale ed educata, per rivelare piuttosto la nostra vera natura. Che poi sarebbe quella di combattenti, paladini e difensori, piuttosto che di vigliacchi o di pagliacci.

Se dev’essere la rabbia il motore che ci spinge, la forza in grado di permetterci di reagire e riprendere il controllo delle nostre vite…

Benissimo: che sia!

Angry Birds, sotto molti aspetti, è un film dissacrante. Non in maniera estrema o sgradevole, beninteso; si tratta pur sempre di un film per ragazzi. Ma reca senz’altro in se’ le avvisaglie di un certo spirito combattivo.

Se qualcuno vi prende di mira, se ruba le vostre cose, vi maltratta o cerca di mettervi i piedi in testa… arrabbiatevi. Infuriatevi, serrate i denti, preparatevi a rendergli pan per focaccia. Non porgete l’altra guancia; non siate gentili, non siate carini. I vostri nemici non saranno politicamente corretti. Aspettatevi, piuttosto, di ricevere più di un colpo sotto la cintura.

Il ruolo di Grande Aquila

angry birds-grande-aquilaE’ una morale che mi sento di approvare, almeno fino a quando…

Ecco, non riesco a smettere di pensare al ruolo giocato da Grande Aquila.

Perché, continuo a chiedermi, doveva essere proprio un’aquila?

E’ possibile che non si nasconda alcun significato recondito, alcun simbolo misterioso dietro questo personaggio (peraltro spassosissimo), eppure…

Caotici maialini verdi, che arrivano a turbare le pacifiche strade dell’Isola degli Uccelli, dopo aver viaggiato ammassati nella stiva di una nave? Clandestini non autorizzati, che insozzano e sgraffignano, mentono e rubano e si approfittano del buon cuore degli isolani residenti?

Non so.

Davvero non so.

Angry Birds mi è piaciuto. E’ un film divertente, scacciapensieri e irriverente, a tratti anche brillante. Il modo in cui la sua interpretazione potrebbe essere distorta, arrivare perfino ad acquisire un (improbabile) significato “politico”, però, mi ha anche trasmesso una piccola fitta di disagio.

Se avete visto il film, mi piacerebbe sapere se avete rilevato lo stesso senso di imbarazzante “ambiguità” anche voi. O se sono solo io, paranoica che non sono altro, a leggere strani sottotesti “reazionari” là dove in realtà non se ne nasconde traccia.

 

 

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